Reddito di cittadinanza, i piani del governo: ecco come cambierà il sussidio
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Reddito di cittadinanza, i piani del governo: ecco come cambierà il sussidio

Il governo Meloni è pronto a cambiare il Reddito di cittadinanza. Giorgia Meloni lo aveva promesso in campagna elettorale e adesso vuole mettere in pratica il suo disegno. Ma la realtà parla di cambiamenti più soft rispetto al previsto.

Reddito di cittadinanza, i piani del governo: ecco come cambierà il sussidio
Giorgia Meloni
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7 Novembre 2022 - 10.26


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Il governo Meloni è pronto a mettere mano al Reddito di cittadinanza, una promessa fatta in campagna elettorale e che adesso l’esecutivo di destra vuole mettere in pratica.

Al momento i percettori del Reddito di cittadinanza posso avere il sussidio fino a che non trovano un lavoro. Il primo vero intervento potrebbe dunque essere apportato proprio sulla lunghezza. Non più un sussidio illimitato ma con una durata massima. Attualmente la Naspi, il sussidio per chi perde il posto di lavoro, dura 18 mesi. Il “nuovo” Reddito di cittadinanza potrebbe aggiungere altri 30 mesi di supporto portando al massimo cinque anni la copertura entro la quale il percettore dovrà trovarsi un posto di lavoro. Negli ultimi 18 mesi del sussidio potrebbe anche essere previsto un calo scaglionato dell’importo mensile.

La riforma proposta dalla Lega prevede che dopo 18 mesi il percettore del Reddito di cittadinanza che ancora non ha trovato lavoro venga sospeso dal sussidio e “girato” in un percorso di politiche attive del lavoro (resta ancora un mistero il futuro dei navigator). In pratica dovrà frequentare corsi di formazione che siano adatti al suo profilo e che lo “spingano” verso le richieste da parte delle aziende. Durante questi sei mesi, tanto dovrebbe durare il percorso, verrebbe economicamente sostenuto grazie al Fondo sociale europeo.

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Se dopo la formazione non riuscirà ancora ad entrare nel mondo del lavoro, il percettore verrà sospeso per sei mesi al termine dei quali potrà richiedere il Reddito di cittadinanza che lo coprirà per 12 mesi ma con una decurtazione del 25%. Passato questo periodo, nei quali si prevedono ulteriori corsi di formazione, subirà una nuova sospensione di sei mesi al termine dei quali potrà richiedere, per l’ultima volta, il Reddito di cittadinanza che lo sosterrà per sei mesi con una nuova decurtazione del 25%. Inasprita anche la regola del lavoro rifiutato: se non si accetta anche solo una proposta congrua di occupazione, il Rdc viene tolto. 

Le sospensioni di sei mesi sono le richieste fatte dalla Lega che prevedono coi risparmi sul Reddito di cittadinanza il finanziamento della riforma pensioni. Un cavallo di battaglia di Matteo Salvini quello del superamento della Legge Fornero attraverso quella che viene definita “quota 102”, cioè il poter andare in pensione già a 61 anni ma con almeno 41 anni di contributi (la Fornero invece prevede l’uscita del lavoro a età più elevate). Ma l’anticipo della pensione ha dei costi, almeno 1,2 miliardi, che sono proprio il costo di un semestre di Reddito di cittadinanza.  Attualmente dei percettori del reddito 660mila sono quelli tenuti a sottoscrivere il Patto del lavoro, cioè sono pronti a rientrare nelle politiche attive. Quelli nel mirino delle nuove linee sul Reddito che presto potrebbero vedere la luce.

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