Meloni attacca la sinistra e mette le mani avanti dopo una campagna di promesse mirabolanti
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Meloni attacca la sinistra e mette le mani avanti dopo una campagna di promesse mirabolanti

La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni riunisce i suoi e comincia a fare marcia indietro parlando di eredità difficile

Meloni attacca la sinistra e mette le mani avanti dopo una campagna di promesse mirabolanti
Giorgia Meloni
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5 Ottobre 2022 - 17.52


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Esecutivo nazionale di FdI mentre l’estrema destra xenofoba e islamofoba si appresta ad andare al governo grazie ad una legge elettorale incommentabile che ha dato ad una coalizione ferma circa al 43% dei consenti la maggioranza assoluta.

Così oggi Giorgia Meloni ha esortato il partito a dare il massimo. “In questo governo io ci metto la faccia. Voglio fare bene, daremo il massimo dell’impegno”, ha affermato. “Soddisfazione per l’esito elettorale” ma anche la convinzione che la “vera sfida” è ancora da affrontare. Durante il suo discorso all’esecutivo del partito, Meloni ha voluto anche sottolineare che “questo è il momento della responsabilità e che bisogna tenere i nervi saldi”.

L’attacco alla sinistra

La sinistra è in totale corto circuito: siamo arrivati al punto di vedere manifestazioni di protesta contro il nostro governo senza che ancora ci sia il nostro governo». E’ il ragionamento espresso dalla leader di Fdi, Giorgia Meloni, nel corso della riunione dell’esecutivo nazionale del partito.

«Abbiamo visto femministe scendere in piazza per protestare contro la possibilità di avere il primo presidente del Consiglio donna. E da chi ieri ci accusava di essere `un pericolo per l’Italia e l’Europa´ sentiamo dire oggi di essere diventati `draghiani´ o `normalizzati´. Letture, come al solito, distorte da parte di chi non si rassegna alla nostra vittoria», ha proseguito la presidente di Fratelli d’Italia.

«Oggi – ha detto Meloni parlando ai suoi – quelle bugie si stanno sgretolando ed è palese che eravamo più seri noi, pur dall’opposizione del governo».

Le parole di Lollobrigida

“Abbiamo parlato di ciò che serve al Paese, non di nomi”, ha poi dichiarato il capogruppo alla Camera di Fdi, Francesco Lollobrigida. 

“È stata una riunione lunga, abbiamo ragionato molto sulle priorità per la nazione, e un movimento come il nostro che può ambire a esprimere il presidente del Consiglio deve organizzarsi per rispondere al nostro primo impegno, cioè dare agli italiani la realizzazione del programma che abbiamo scritto, risolvere problemi contingenti e lavorare sulla strategia”, ha riferito ai giornalisti.

“Se è stato dato un mandato su questo alla presidente Meloni? Certo, è scontato che le concitate ore che dovrà affrontare richiedono un mandato pieno che peraltro non gli abbiamo dato noi ma gli elettori con il loro voto”, ha concluso Lollobrigida.

“Ritardi su Pnrr evidenti e difficili da recuperare” –

E mentre Mario Draghi rassicura sulla tempistica del Pnrr (“Non ci sono ritardi o l’Ue non avrebbe dato i soldi”), Giorgia Meloni ai suoi lo avrebbe smentito: “Ereditiamo una situazione difficile: i ritardi del Pnrr sono evidenti e difficili da recuperare e siamo consapevoli che sarà una mancanza che non dipende da noi ma che a noi verrà attribuita anche da chi l’ha determinata”. Lo riferiscono alle agenzie alcuni partecipanti alla riunione dell’esecutivo nazionale del partito.

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