Majorino (Pd): "Sulla Russia la Lega di Salvini rappresenta un problema di sicurezza nazionale"
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Majorino (Pd): "Sulla Russia la Lega di Salvini rappresenta un problema di sicurezza nazionale"

L'europarlamentare del Pd Pierfrancesco Majorino è tra coloro che si sono occupati maggiormente di interferenze e disinformazione. E punta l'indice sulla Lega di Salvini

Majorino (Pd): "Sulla Russia la Lega di Salvini rappresenta un problema di sicurezza nazionale"
L'europarlamentare Pierfrancesco Majorino
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24 Agosto 2022 - 14.48


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di Antonello Sette

Majorino, come europarlamentare si è personalmente occupato dei rapporti fra Vladimir Putin e le destre, più o meno estreme. Che cosa ha accertato? Che cosa avrebbe chiesto il dittatore russo alle destre europee?

Il Parlamento europeo è stata la prima istituzione al mondo a occuparsi del tema delle interferenze sterne sull’Europa e sui processi democratici. In questo ambito, abbiamo verificato, sin da subito, che Putin è attualmente il più grande protagonista di interferenze e ingerenze. Non è l’unico, perché lo è stato anche la Cina, ma con lui siamo oggi di fronte a un salto di qualità e a un’esplicita dimostrazione di aggressività. Un’aggressività, che trova nella destra europea una sponda consapevole, a partire naturalmente dalla più radicale, come è quella di Salvini, ma anche di Marine Le Pen e dei tedeschi, che fanno tutti da utili idioti ai tentativi putiniani di promuovere disinformazione e azioni, che interferiscono sui processi democratici nostrani.

Putin ha giustificato l’invasione dell’Ucraina con la necessità di difendere i russofoni del Donbass. Secondo lei, questo alibi nasconde l’esercizio di un ricatto su grano, orzo e soia, al momento sottovalutato, che potrebbe diventare una minaccia persino superiore a quella lanciata sulle forniture di gas e petrolio?

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Io credo che il tema alimentare sia enorme e che non si debba assolutamente sottovalutarlo e considerarlo meno rilevante solo perché ha un impatto meno immediatamente percepibile. Non v’è dubbio che il rischio, che lei paventa, esiste ed è importante che si reagisca con grande determinazione. E’ altresì evidente che Putin sta giocando su più terreni. Da una parte promuove un nuovo protagonismo russo nell’ambito geopolitico. Dall’altra, nello specifico ucraino, si muove per una questione territoriale. Infine, cerca di condizionare la comunità internazionale agendo sui temi energetici e alimentari. A tutto questo si deve reagire con la massima compattezza, evitando un grande errore, quale è quello di abituarsi a una dimensione scontata e ineluttabile della guerra.

Matteo Salvini ha ripetuto, ancora ieri, che non si può fare a meno del gas russo e che le sanzioni danneggiano più noi che Putin. Lei pensa che, come molti paventano, l’ambiguità della Lega possa diventare un problema per la sicurezza nazionale?

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Io credo che sia già oggi un problema per la sicurezza nazionale, perché la Lega condiziona il centrodestra italiano in maniera significativa e, a livello europeo, ha in questi anni lavorato dentro un ambito sovranazionale di destra, che ha avuto Putin come punto di riferimento. Non vedo, quindi, solo rischi per il futuro, ma una azione concreta già in atto. E poi, ci sono alcuni misteri, che non sono ancora stati chiariti. A partire dal Metropol e da cosa sia realmente accaduto fra l’entourage di Putin e gli uomini di punta della Lega. Sullo sfondo resta assolutamente ancora misteriosa anche la vicenda dei 125mila di euro che avrebbero finanziato un convegno con Salvini e Putin protagonisti assoluti. Siamo, insomma, già di fronte a un contesto molto preoccupante.

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