'Damme la uno, damme la due': perché Calenda è il Gianfranco Funari della politica
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'Damme la uno, damme la due': perché Calenda è il Gianfranco Funari della politica

Il Pd ora ha la responsabilità di dare un’anima a questa sinistra puntando ai valori, valori da trasmettere alle giovani generazioni non per loro colpa spesso indifferenti o nauseate dalla politica.

'Damme la uno, damme la due': perché Calenda è il Gianfranco Funari della politica
Gianfranco Funari
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David Grieco Modifica articolo

8 Agosto 2022 - 16.32


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“Damme la uno!…Damme la due!…Damme la tre!…”. A forza di invocare telecamere, il Gianfranco Funari della politica italiana, dopo aver sfidato Berlusconi (“facciamo un bel confronto in Tv, anche a casa sua, pure se conduce Minzolini, daje!”), dopo aver baciato quasi con la lingua Enrico Letta davanti ai fotografi, e dopo essersi rimangiato senza battere ciglio un contratto elettorale scritto da lui medesimo (lui Calenda) già firmato insieme al suddetto Letta, ora Carletto dovrebbe finalmente ballare da solo davanti allo specchio.

Ma non si può mai dire. L’astuto e viscido Matteo Renzi lo sta corteggiando spudoratamente perché lo vuole ad ogni costo accanto a sé. “Fai tu il leader”, gli fa sapere dai giornali. E un bel chi se ne frega a questo punto ci sta bene. Ora, io non so che effetto abbia fatto a voi il voltafaccia repentino di Calenda. Quanto a me, confesso di aver tirato un sospiro di sollievo. Non dimentico che con questa legge elettorale bastarda si finirà per perdere dei seggi, ma la vittoria della destra è comunque scontata e la temutissima maggioranza assoluta in loro favore sarei pronto a scommettere che non ci sarà.

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La sinistra le elezioni del 25 settembre le perderà, poco ma sicuro, ma almeno sulla carta la sinistra può tornare ad essere la sinistra, con tutte le sue varie componenti che prima o poi occorrerà smettere di guardare come palle al piede ma piuttosto come fonti di ricchezza.

Ora che Calenda non c’è più, a me pare che le forze politiche che stanno col Pd in questa tornata elettorale abbiano una loro ragion d’essere ed esprimano problematiche importanti per la società italiana che avrebbe urgente necessità di risolvere tanti problemi di fondo. Il Pd ora ha la responsabilità di dare un’anima a questa sinistra puntando ai valori, valori da trasmettere alle giovani generazioni non per loro colpa spesso indifferenti o nauseate dalla politica. E il Pd ha il dovere di farlo senza opportunismi elettorali.

Si torni a parlare delle cose concrete, si provi a stanare dalle case gli astensionisti che sono soprattutto dei nostri, e dopo le elezioni torniamo nelle piazze, nelle scuole e nelle fabbriche. Ritroviamoci tutti insieme e lasciamo i giochini stupidi e furbetti ai bambini come Carlo Calenda che sono ancora troppo piccoli per capire cosa sia la dignità.

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