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Quirinale, per Salvini: "Rimuovere Draghi da palazzo Chigi è pericoloso"

Matteo Renzi non esclude l'ipotesi Pier Ferdinando Casini ma Salvini frena: "Non è un nome del centrodestra". Dopo il vertice di centrosinistra tra Pd, M5s, Leu. Il leader del Pd Enrico Letta ha detto che martedì o mercoledì verrà fatto un nome condiviso

Quirinale, per Salvini: "Rimuovere Draghi da palazzo Chigi è pericoloso"
Matteo Salvini

globalist

24 Gennaio 2022 - 09.41


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E’ corsa per un nome che possa rappresentare l’Italia in questo momento: gli eventuali candidati sarebbero molti ma in questa prima fase si andrà verso lo scrutinio in bianco dato che le parti non riescono a trovare, ancora, un punto d’incontro.

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In vista dell’elezione del presidente della Repubblica, c’è stato un vertice di centrosinistra tra Pd, M5s, Leu. Il leader del Pd Enrico Letta ha detto che martedì o mercoledì verrà fatto il nome di un “candidato condiviso”. Matteo Renzi non esclude l’ipotesi Pier Ferdinando Casini ma Salvini frena: “Non è un nome del centrodestra, ne faremo 3 o 4 di alto profilo sperando che la sinistra non dica solo no. Draghi? Pericoloso spostarlo da Palazzo Chigi”. Nella tarda serata di domenica Letta si sbilancia su alcune ipotesi: “Mattarella bis sarebbe il massimo. Draghi? Sarà primo punto nell’incontro con Salvini”.

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Letta rilancia Draghi e “sogna” un Mattarella bis
Il primo scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato si terrà senza intesa tra i partiti e con l’unica certezza, salvo sorprese, che nelle urne finiranno molte schede bianche. La domenica di vigilia si consuma tra mosse tattiche, incontri , telefonate e veti incrociati. A smuovere le acque ci pensa però il segretario del Pd Enrico Letta che nell’incontro di lunedì con Salvini chiederà una presa di posizione chiara su Mario Draghi: “Ha rappresentato per l’Italia una straordinaria risorsa e il compito di tutti noi è di preservarlo. Draghi è una delle ipotesi sul tavolo”.

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Non solo, il leader Dem è pronto ad aprire con Salvini anche il capitolo Mattarella: “Darebbe il massimo, la soluzione ideale e perfetta”.

Salvini: “Togliere Draghi da palazzo Chigi è pericoloso”
Dopo l’uscita di scena di Silvio Berlusconi il centrodestra naviga a vista. La rosa di nomi annunciata da Matteo Salvini ancora non c’è anche se l’ex ministro fa sapere, dopo aver informato il leader di Forza Italia, di essere al lavoro per candidature sulla cui “levatura difficilmente qualcuno potrà porre veti”.

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Le carte sono ancora coperte ma Salvini su due punti appare irremovibile: “Togliere Draghi da palazzo Chigi è pericoloso” e poi “Pier Ferdinando Casini non è un candidato del centrodestra”: un doppio messaggio che il leader della Lega recapita al premier e al resto delle forze politiche che sul nome dell’ex presidente della Camera sembrano aver aperto qualche spiraglio.

Il vertice Pd-Leu-M5s
Uno stallo su cui appunto ha intenzione di lavorare Enrico Letta che incontrerà il segretario della Lega lunedì. In attesa delle proposte del centrodestra, Pd-M5s e Leu nel pomeriggio di domenica si sono ritrovati a conclave per mettere a punto la strategia. Un nuovo incontro è in programma lunedì mattina ma Letta, Conte e Speranza formalizzano intanto una proposta: un tavolo con tutte le forze politiche per arrivare ad un candidato condiviso. Nessun nome viene reso noto anche se il Pd individua nel fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi “il profilo di presidente ideale”.

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Letta: “Martedì o mercoledì nome condiviso”
Letta ha provato anche a dare anche un timing sull’elezione del successore di Mattarella: tra martedì e mercoledì si arriverà ad una candidatura condivisa. Ma sui nomi troppo vicini allo schieramento avversario, il leader Dem alza il muro: “Ulteriori candidature di centrodestra faranno la stessa fine di quella di Berlusconi. È il metodo che era sbagliato”.

Renzi non esclude né Draghi né Casini
Alla finestra c’è Matteo Renzi. Il leader di Iv invita alla calma “adesso siamo al tatticismo esasperato”, ma non esclude dalla corsa né Mario Draghi né l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini a differenza di Riccardi che a suo giudizio “non ha chance”. Sul capo del governo però Renzi è netto: “Al Quirinale non si va contro i partiti. Penso che la candidatura di Draghi, ammesso che abbia una propria strategia, possa stare in piedi solo che abbia questo elemento politico. Al Quirinale ci vai soltanto con un’iniziativa politica”.

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Conte e l’ipotesi Draghi
L’ipotesi di Draghi al Colle fa discutere anche il Movimento. Dopo i dubbi all’idea che il capo del governo traslochi al Quirinale fatti trapelare sabato dalla riunione della cabina di regia presieduta da Conte, a riavvolgere il nastro è proprio l’ex premier: “Noi facciamo proposte, non poniamo veti”.

Nella serata di domenica Conte, nel corso dell’assemblea con i grandi elettori del M5s, ha sottolineato come ci sia “la consapevolezza che i numeri tra le forze politiche richiedono un ampio dialogo che superi gli steccati per giungere ad un’ampia maggioranza. Ci auguriamo sia un’opportunità per individuare un candidato di alto profilo largamente condiviso, che garantisca l’unità del Paese”.

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Calenda torna a proporre Marta Cartabia
Chi sembra avere le idee chiare è il leader di Azione Carlo Calenda che insiste sulla candidatura di Marta Cartabia : “Pd-5S ‘ragionano su Riccardi’, Renzi ‘ragiona su Casini’, la destra, dopo il ritiro di Berlusconi, non ragiona. Eppure c’è una figura perfetta per il ruolo di Presidente della Repubblica. È stata Presidente della Corte ed è ministro della giustizia: è persona equilibrata e sopra le parti: Marta Cartabia”.

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