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Bettini critica Renzi e Calenda e elogia il sindacato: "Solleva il problema del disagio sociale"

Il dirigente del Pd: "Contrastano il campo democratico pregiudizialmente. Arrivando persino a invocare la distruzione totale dei 5Stelle. Così si riporterà a vincere i sovranisti e i populisti"

Bettini critica Renzi e Calenda e elogia il sindacato: "Solleva il problema del disagio sociale"

globalist

11 Dicembre 2021 - 11.08


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Stando ai sondaggi un fronte progressista ampio batterebbe la destra anche perché l’infatuazione per Salvini e Meloni è destinata a ridimensionarsi.

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Ma ci sono persone e forze che al momento hanno una collocazione ambigua, ossia un po’ di qua e un po’ di là e che pensano di poter mettere veti escludendo M5s, marginalizzando la sinistra e puntando ad un minestrone moderato-centrista con pezzi della destra, vedi Toti e Forza Italia.

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Giusto così?

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 “Il campo democratico è una ispirazione politica di lungo periodo. Unire le diverse anime del campo democratico, europeiste e riformatrici per una alternativa forte e propositiva alla destra italiana. Largo significa senza preclusioni, veti, ideologismi settari. L’idea è buona, sbagliano Renzi e Calenda che la contrastano pregiudizialmente. Arrivando persino a invocare la distruzione totale dei 5Stelle. Così si riporterà a vincere i sovranisti e i populisti. Sono loro (Renzi e Calenda ndr) ad autoisolarsi. Intanto dovrebbero realizzare quel soggetto riformista “puro” che affermano potenzialmente grandissimo. Lo facciano. Lo mettano in campo. Si uniscano con un programma, con un gruppo dirigente ampio e autorevole, poi dicano al Paese dove vogliono andare. Niente di tutto questo. Vedo solipsismo, ingerenze nella vita del Pd, attacchi personali. Ne ho subiti tanti anche io. Mi dispiace. Perché Renzi ha un notevole talento politico che vedo sprecato malamente. Ha sbagliato. L’ho combattuto fortemente. Ma nel passato ha saputo anche costruire e progettare. Per Calenda è diverso. Il suo istinto è solo distruttivo”. 

Così Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd, in una intervista al Corriere della Sera esprime la sua opinione circa le prospettive dell’alleanza di centrosinistra.

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Il sindacato solleva il problema del disagio sociale

“Il sindacato mi pare voglia sollevare il drammatico tema del disagio sociale. È sacrosanto. Dati recenti ci dicono che il 25% dei lavoratori dipendenti sono sotto la soglia di povertà. Detto questo, occorre considerare che il governo Draghi è composito e impone compromessi. Sulla legge di bilancio, in particolare il Pd di Letta e la fortissima iniziativa del ministro Orlando, hanno ottenuto risultati importanti. Sugli ammortizzatori sociali, sulle fasce di cittadini più esposte e deboli, sulla difesa dei redditi medio-bassi riguardo al regime fiscale. La battaglia in Aula continuerà. È ingiusto, comunque, mettere tutti i partiti nello stesso sacco”.

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Proporzionale con sbarramento

“La situazione è mossa. Intuisco una riflessione da parte di Salvini. Ho sempre difeso il principio maggioritario. Ma oggi scelgo nettamente un sistema proporzionale con uno sbarramento del 5%. Ogni giorno emerge di più quanto sia difficile costringere in un solo contenitore i partiti nel campo progressista come in quello conservatore. Meglio che ognuno, penso in questo senso alle grandi potenzialità del Pd, marchi il suo profilo e rafforzi il suo radicamento. Dopo le elezioni e valutando i rapporti di forza, si determinerebbero poi i trasparenti compromessi di governo necessari e possibili”.

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