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Il governo stanzia 3,8 miliardi per le bollette del 2022, ma i sindacati tirano dritto con lo sciopero

In Cdm decreto fiscale da 3,3 miliardi, 1,5 per i vaccini. Gelmini: 'Sciopero incomprensibile'. Landini: 'La maggioranza non si rende conto della situazione sociale'

Il governo stanzia 3,8 miliardi per le bollette del 2022, ma i sindacati tirano dritto con lo sciopero
Il governo in Cdm

globalist

10 Dicembre 2021 - 09.15


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Il governo di Mario Draghi interviene ancora e con una somma cospicua per far fronte al vertiginoso aumento delle bollette che potrebbe arrivare fino al 50% da gennaio per la fornitura di energia elettrica e gas per tutte le famiglie italiane e soprattutto per le imprese.

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Vale 3,299 miliardi il decreto legge recante misure urgenti finanziarie e fiscali che è sul tavolo del Cdm. E’ quanto emerge dalla bozza del provvedimento, che è finanziato con avanzi di spesa.

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Vengono disposti “anticipi di spesa” da 1,4 miliardi per incrementare i finanziamenti a Rfi per le infrastrutture ferroviarie nazionali. Arrivano inoltre 1,85 miliardi per l’acquisto di vaccini nel 2021. Vengono poi stanziati 49 milioni aggiuntivi quest’anno per le forze dell’ordine per lo svolgimento dei maggiori compiti connessi all’emergenza epidemiologica.

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Per il 2022 arrivano 1,5 miliardi per la decontribuzione e 3,8 miliardi per calmierare gli aumenti delle bollette energetiche, aggiungendo quindi circa 1 miliardo a quanto previsto finora.

Lo si apprende da diverse fonti di governo. Le risorse sarebbero aumentate, rispetto a quanto previsto, grazie ad anticipi di spesa previste dal dl approvato oggi per vaccini e Rfi che liberano risorse per il prossimo anno. Questo consentirebbe di aumentare a 3,8 miliardi lo stanziamento totale per le bollette (in manovra ci sono 2 miliardi, a cui si aggiungono 500 milioni dal tesoretto fiscale e altri 300 secondo l’intesa già siglata in Cdm).

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Intanto, dopo la proclamazione dello sciopero insieme alla Uil il segretario della Cgil Maurizio Landini torna ad attaccare. “Ho la sensazione che la maggioranza e il sistema dei partiti non si stanno rendendo conto, e lo dico con giustificato motivo, di quella che è la reale situazione sociale delle persone nel nostro Paese”, dice a “L’aria che tira” su La7.

Ma sullo sciopero generale proclamato per il 16 dicembre da Cgil e Uil interviene l’Authorithy: va riprogrammato perché non rispetta il ”periodo di franchigia” previsto per i servizi postali, per quelli di igiene ambientale e per i servizi alla collettività.

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Inoltre viola la regola della ”rarefazione oggettiva”, in pratica è troppo vicino ad una serie di altri scioperi programmati per singoli settori. E’ la decisione presa oggi dalla Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali che scrive a Cgil e Uil chiedendo di riformulare la data entro cinque giorni.

Ma Cgil e Uil “confermano lo sciopero generale proclamato per il 16 dicembre. Prendono atto della delibera del Garante sugli scioperi emanata in data odierna, relativa a scioperi di settore o territoriali precedentemente proclamati, e procederanno garantendo che lo sciopero del 16 sarà effettuato nel pieno rispetto delle norme che regolamentano il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali”.

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“Un altro miliardo per calmierare l’aumento delle bollette per cittadini e imprese: con le decisioni del Consiglio dei ministri di oggi, le risorse in legge di bilancio per raffreddare i rincari energetici arrivano a 3,8 miliardi”.

Lo dice il ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini sottolineando che si tratta di “uno sforzo senza precedenti, che si somma a quelli già effettuati nel corso dell’anno e che consentirà alle famiglie italiane di affrontare con maggiore serenità i mesi che ci attendono”.

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La manovra di cui è in corso l’esame al Senato, “migliora ulteriormente ed è dunque ancora più difficile comprendere le ragioni dello sciopero generale proclamato da Cgil e Uil – aggiunge il ministro – Il paese ha bisogno di confronto e non di scontro. Speriamo che il senso di responsabilità e la ragionevolezza prevalgano”.

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