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Nomine Rai, Conte furibondo: "M5s esautorato, siamo stati tagliati fuori"

Il leader del M5s: "Fuortes ha scelto di escludere il partito di maggioranza relativa, che rappresenta 11 milioni di elettori. Ha scelto la vecchia logica della lottizzazione"

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

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17 Novembre 2021 - 18.41


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Giuseppe Conte non è contento delle decisioni sulle prime nomine Rai da parte del nuovo amministratore delegato Carlo Fuortes, che vedono la comferma di Sangiuliano al Tg2 e la nomina di Monica Maggioni per il Tg1 e di Simona Sala al Tg3. L’ex premier e leader del M5s sostiene che il Movimento sia stato ‘esautorato’: “Fuortes ha scelto di escludere il partito di maggioranza relativa, che rappresenta 11 milioni di elettori. Ha scelto la vecchia logica della lottizzazione”. Per questo motivo, il Movimento “non farà più sentire la sua voce sui canali del servizio pubblico”.
“Siamo alla degenerazione del sistema. Vorrà dire che a partire da oggi continueremo le nostre battaglie facendo appello diretto a tutti i cittadini italiani”, ha proseguito Conte accusando i vertici Rai di aver eliminato “qualsiasi parvenza di pluralismo”.
La linea dura di Conte contro il servizio pubblico non riguarda soltanto la scelta, d’ora in poi, di non partecipare a tg e talk show, ma anche il silenzio dei pentastellati di fronte ai microfoni in strada o a margine dei lavori parlamentari.
“Ci chiediamo che ruolo abbia giocato il governo in tutto questo”, ha dichiarato ancora Conte. “A noi piace parlare chiaro ai cittadini: le logiche che da tempo guidano il servizio pubblico non ci sono mai piaciute e non ci piacciono”.
“Anche noi ci siamo ritrovati prigionieri di questo sistema che abbiamo denunciato più volte, ma non abbiamo i numeri sufficienti ancora oggi per modificarlo”, ha aggiunto l’ex premier.
“Ci abbiano provato, c’è un nostro disegno di legge che è incardinato in commissione in Senato che proprio mira a intervenire sulla governance della Rai per liberarla finalmente dall’influenza della politica. Fuortes però non libera la Rai dall’influenza della politica ma sceglie deliberatamente e consapevolmente di esautorarne una parte, peraltro la più ampia, uccidendo definitivamente qualsiasi parvenza di pluralismo”.
Non si sono fatte attendere le repliche degli altri leader politici, a partire da Matteo Renzi. Secondo il leader di Italia Viva, “la posizione grillina sulla Rai dimostra che non c’è bisogno di piani segreti per distruggere i Cinque Stelle: basta lasciar fare a Giuseppe Conte. Fa tutto da solo. Un anno fa mandava veline e immagini al Tg1, oggi annuncia che non andranno più in tv. E’ stato bello, grazie di tutto. In momenti come questi, un pensiero ritorna alla mente: sì, ne valeva la pena”.
Resta una buona norma per la politica “non commentare le nomine dei direttori dei Tg Rai. Vale anche per Giuseppe Conte. Monica Maggioni e Simona Sala sono delle grandi professioniste, questo dovrebbe garantire tutti”, ha invece replicato il senatore del Pd Andrea Marcucci.

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