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Jonghi Lavarini contro l'ipocrisia di Meloni&co.: "Nessuno faccia finta di non conoscermi"

Il cosiddetto Barone Nero alla carica dopo che Fratelli d’Italia (per il quale è stato candidato) ora minimizza la sua presenza

Meloni e Jonghi Lavarini

globalist

2 Ottobre 2021


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All’interno di Fratelli d’Italia, Jonghi Lavarini non è di certo l’unico estremista, ma invece che prendere le distanze da certi loschi figuri, Giorgia Meloni si getta a capofitto nella teoria del complotto.
Il video diffuso da Fanpage è “una polpetta avvelenata a pochi giorni dal voto amministrativo”.
Così Giorgia Meloni, da Vittoria, nel Ragusano, dove si vota il prossimo 10 ottobre, per partecipare a un comizio elettorale.

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“Tre anni di giornalista infiltrato – aggiunge – per mandare in onda 10 minuti di video nell’ultimo giorno di campagna elettorale e sulle pagine dei giornali nel giorno del silenzio , in uno stato di diritto non sarebbe mai accaduto. Continuo a chiedere al direttore di Fanpage le oltre 100 ore di girato per capire come si comportano i miei dirigenti”.

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“Sono assolutamente indipendente e apartitico ma nessuno faccia finta di non conoscermi o, peggio, si permetta di offendere gratuitamente me e la comunità di veri patrioti che rappresento”: è quanto ha scritto Roberto Jonghi Lavarini, il ‘barone nero’ coinvolto nell’inchiesta di Fanpage sui finanziamenti a Fratelli d’Italia, postando foto con Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

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“Il 5% di voti della “destra radicale” fa gola a tutti ed è indispensabile per vincere qualunque sfida bipolare, nei comuni e nelle regioni, come alle elezioni politiche”, ha aggiunto.

“Non appartengo a nessuna loggia massonica o associazione segreta, anzi, pur conoscendo diversi massoni, tutti ne conoscono la mia contrarietà e opposizione. Anche perché il 90% della massoneria italiana e notoriamente antifascista e di sinistra, oggi entusiasti sostenitori del governo Draghi”: è quanto ha scritto in un lungo comunicato dal titolo ‘Note difensive’ scritto da Roberto Jonghi Lavarini, il militante di estrema destra coinvolto nell’inchiesta di Fanpage sui finanziamenti a Fratelli d’Italia.

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Jonghi Lavarini spiega di appartenere a “diversi ordini cavallereschi cristiani” e precisa che il “gruppo esoterico” da lui nominato nel video di Fanpage “è solo una chat whatsapp, molto eterogenea, di appassionati di miti, tradizioni, misteri, ufo, magia, castelli infestati da fantasmi, Evola e Guenon, come Atlantide e le Piramidi, lo Yoga ed il Tibet. E, comunque, non siamo ancora riusciti a vederci di persona”.

La vicenda – A far scoppiare il caso – infetti – è un’inchiesta di Fanpage al cui centro ci sono richieste di finanziamenti in nero, sistemi di ‘lavanderia’ per ripulirli, condite da incontri con esplicite battute razziste, fasciste, sessiste e antisemite.
E’ questo lo spaccato che emerge dal video girato con una telecamera nascosta dal giornalista della testata, che per tre anni si è finto un imprenditore interessato a finanziare la campagna elettorale per le comunali a Milano del partito e in particolare della candidata al Consiglio comunale Chiara Valcepina.
Al centro dell’inchiesta c’è anche Roberto Jonghi Lavarini, il ‘Barone nero’, nota figura dell’estrema destra milanese già condannato a due anni per apologia di fascismo.

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E’ lui che presenta Carlo Fidanza al giornalista e l’eurodeputato gli spiega che può contribuire alla campagna elettorale versando sul conto corrente o “se è più comodo fare del black”, tanto, come spiega il ‘Barone Nero’, ci sono una “serie di lavatrici” per il finanziamento. Nel corso del video poi si assiste, durante gli aperitivi elettorali, a battute su ebrei e neri, a richiami ad Hitler e a prostitute.
Le battute non risparmiano neanche il candidato sindaco del centrodestra, Luca Bernardo, definito “orso Yoghi” dalla Valcepina, e il giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, sotto scorta perché minacciato dai neonazisti.
“Battute e goliardate da bar” le ha definite Jonghi Lavarini, che rischiano però di finire in un secondo fascicolo della Procura milanese e che hanno provocato la durissima reazione della Comunità ebraica di Roma e della sua presidente Ruth Dureghello secondo cui “non può esserci spazio nei partiti dell’arco costituzionale per chi fa il saluto romano, inneggia a Hitler e insulta neri e ebrei”.
Le ha replicato a stretto giro Giorgia Meloni secondo cui in Fratelli d’Italia “non c’è spazio per antisemitismo e razzismo”.

Ma intanto il caso è montato e Carlo Fidanza ha deciso di autosospendersi, chiarendo di non aver “mai ricevuto finanziamenti irregolari e che non c’è mai stato in me alcun atteggiamento estremista, razzista o antisemita”.

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Chiara Valcepina tramite il suo legale ha invece diffidato Fanpage e La7 dal mandare in onda il servizio così realizzato “in modo evidentemente strumentale”.

Per tutto il giorno si sono susseguite le reazioni degli esponenti politici, con il segretario del Pd, Enrico Letta, che definito “semplicemente orribili le commistioni documentate da Fanpage e Piazza Pulita”, aggiungendo che Letta l’autosospensione di Fidanza “non basta”.

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Concetto su cui concordano gli eurodeputati del Movimento 5 stelle che hanno chiesto le dimissioni dell’europarlamentare milanese.

 

 

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