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Di Maio: "Impossibile riconoscere il governo terrorista dei talebani, ma..."

Il ministro degli Esteri: "Nelle prossime settimane sarà individuata una data per il G20 straordinario sull’Afghanistan"

Luigi Di Maio

globalist

26 Settembre 2021


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Chissà se Conte riuscirà a convincere anche lui, dopo che qualche settimana fa l’ex premier aveva aperto a un dialogo proprio con i talebani, mentre per Di Maio sembra non esserci alcun margine di apertura.

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“Nulla è semplice, ma il riconoscimento di questo governo dei talebani è impossibile, perché ci sono 17 terroristi tra i ministri, ma possiamo lavorarci perché in quel Paese ci sono le organizzazioni umanitari e le ong”.

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Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ai microfoni di Mezz’ora in più su Rai3.

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Di Maio ha anche annunciato che nelle prossime settimane sarà individuata una data per il G20 straordinario sull’Afghanistan. La data non è ancora pubblica, ma il vertice straordinario sarà convocato nelle prossime settimane, ha assicurato il ministro. In base agli esiti della riunione straordinaria dei ministri degli Esteri del G20 convocata a New York – ha spiegato il titolare della Farnesina – ci sono le condizioni per convocare il vertice, che sarà presieduto dal presidente del Consiglio Mario Draghi.

Riguardo alla politica estera e di difesa dell’Ue, secondo Di Maio “il caso Aukus dei sottomarini è figlio del fatto che l’Europa non ha una politica estera e di difesa solida. La proposta concreta è che non possiamo deciderla all’unanimità”. 

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“Nell’ambito della conferenza sul futuro dell’Europa, l’Italia chiede che si prendano le decisioni a due terzi”.

Quanto agli obiettivi, Di Maio ha precisato: “Se vogliamo fare una difesa comune europea per metterci in competizione con gli americani la facciamo nascere morta”; e ancora: “se l’Europa è più forte è più forte l’Alleanza atlantica”. “In questo momento del mondo – ha affermato il titolare della Farnesina – essere autosufficienti, fare tutto da soli, è un’illusione”.

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Inevitabile un passaggio sulla Libia, alla luce dei recenti sviluppi. “Il tema della presenza dei militari in Libia non si pone più. Siamo in un’altra fase, vogliamo fare uscire i militari stranieri, le truppe turche, la wagner russa, i mercenari”, ha detto Di Maio rispondendo a una domanda. “Servono le elezioni, non soldati, c’è chi sta provando a farle saltare. Ma le elezioni si ottengono iniziando a far uscire quelli che si sono combattuti negli ultimi anni. La popolazione libica le vuole, dobbiamo dargliele”, ha aggiunto, sottolineando poi che “in ambito Onu l’Italia può dare un grande contributo con l’expertise dei propri soldati”, ha aggiunto.

In generale, secondo Di Maio, “c’è una grande aspettativa verso l’Italia, testimoniata anche dai dati economici”.
“Non la possiamo deludere, e credo che Draghi non la deluderà perché in questo momento ai tavoli europei l’Italia ha molto da dire e può fare molto per tutta l’Europa, soprattutto in un cambio di leadership che è quello di Angela Merkel che esce di scena”, ha aggiunto.

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