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Landini contro lo sblocco dei licenziamenti a giugno: "Governo riapra il confronto"

Il segretario generale Cgil critico sulla decisione dello sblocco a partire dal 30 giugno: "Uno schiaffo tornare a licenziare non appena c'è la ripresa"

Maurizio Landini
Maurizio Landini

globalist

30 Maggio 2021 - 14.28


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Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini è furioso contro la scelta del governo di sbloccare i licenziamenti dal 30 giugno, facendo così saltare definitivamente la proroga e la proposta di posticiparlo al 28 agosto. Durante la trasmissione “Mezz’ora in più” Landini ha detto: “Togliere il blocco dei licenziamenti non appena si intravede un po’ di ripresa economica è uno schiaffo al mondo del lavoro”. 
“Se il governo vuole cambiare questo Paese lo deve fare coinvolgendo il mondo del lavoro”, ha affermato il segretario Cgil, auspicando che il confronto con i sindacati diventi un metodo. “Sulle semplificazioni siamo dovuti scendere in piazza e minacciare per essere convocati” ha commentato. 
Landini ha spiegato come i sindacati propongano di mantenere il limite del 31 ottobre esteso a tutti, così da avere il tempo di “completare la riforma degli ammortizzatori sociali”, che sia “universale” e in grado di “affrontare il tema del lavoro in modo serio”. “Solo così – ha spiegato il sindacalista – si potrà non lasciare indietro nessuno ed evitare la rabbia sociale. Tra qualche mese, con la ripresa dell’economia, ci troveremo in una situazione più semplice che oggi non c’è”. Landini ha detto di aver chiesto al governo di riaprire il confronto: “L’abbiamo chiesto giovedì al premier e ai ministri: si deve riaprire il confronto, diamoci qualche mese in più, noi stiamo dicendo fino a ottobre. È sbagliato il messaggio che le imprese possano andare avanti solo licenziando”.
Il segretario Cgil ha sottolineato come non sia il blocco dei licenziamenti a impedire al Paese di crescere. “Se Confindustria parla di rimbalzo del pil e di ripresa tutto questo è avvenuto con il blocco dei licenziamenti. Quindi non è vero che ingessa tutto il sistema” ha dichiarato Landini. 
Landini ha poi parlato delle riforme che a suo parere sono più urgenti, quella fiscale e delle pensioni. “La riforma fiscale non è una passeggiata, così come quella delle pensioni che bisognerà fare entro la fine dell’anno. Sono riforme decisive nei rapporti. Giovedì il confronto con il governo è andato bene, ma deve diventare la regola” ha spiegato il segretario Cgil.

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