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Lo 'schiaffo' di Draghi alla destra per il 25 aprile: "È immorale non scegliere, no ai revisionismi"

Il presidente del Consiglio ha visitato il Museo della Liberazione: "Non tutti fummo brava gente"

Mario Draghi al Museo della Liberazione

globalist

25 Aprile 2021


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Contro chi in questa giornata in cui c’è da festeggiare solo la Liberazione e invece pensa al coprifuoco, argomento di cui si può tornare a parlare domani e invece sembra all’ordine del giorno.

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Al Museo della Liberazione parla Mario Draghi, spiegando l’importanza del 25 aprile e il suo vero significato.

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“Nell’onorare la memoria di chi lottò per la libertà, dobbiamo anche ricordare che non fummo tutti, noi italiani, brava gente. Non scegliere è immorale, significa far morire un’altra volta chi mostrò coraggio davanti agli occupanti e sacrificò se stesso per consentirci di vivere in un paese democratico”.

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E’ nella ricostruzione del presente, in cui il ricordo serve a dirci quello che non vogliamo ripetere, che avviene la riconciliazione. E’ la ricostruzione basata sulla fratellanza, l’amore, la giustizia, che porta alla riconciliazione”.

Il Museo della Liberazione “è un luogo simbolo del periodo più nero vissuto dalla nostra capitale ma e’ anche simbolo della rinascita dell’Italia intera”, ha aggiunto Draghi.

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“Il dovere della memoria riguarda tutti, no a revisionismi” – “Il dovere della memoria riguarda tutti. Nessuno escluso. Assistiamo oggi, spesso sgomenti, ai segni evidenti di una progressiva perdita della memoria collettiva dei fatti della Resistenza, sui valori della quale si fondono la Repubblica e la nostra Costituzione. E a troppi revisionismi riduttivi e fuorvianti”, così il premier nel suo intervento al museo Storico della Liberazione di via Tasso.

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