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Nugnes e Fattori: "Il Parlamento approvi la mozione per l'embargo sulle armi all'Egitto"

Le senatrici di Sinistra Italiana: "Egitto, Turchia, Arabia Saudita, Yemen, Libia, sono i palcoscenici in cui le armi prodotte in Italia vengono usate, spesso contro i civili, ma che continuano a essere vendute".

De Falco, Nugnes e Fattori
De Falco, Nugnes e Fattori

globalist Modifica articolo

26 Marzo 2021 - 14.10


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Ricordate il film di Alberto Sordi “Finché c’è guerra c’è speranza?”. Il business delle armi, l’indignazione della famiglia contro il ‘capofamiglia’ venditore di morte e alla fine la scelta della ricchezza rispetto all’ipotesi di cambiare mestiere e vivere più modestamente.
Si tratta della metafora di ciò che accadeva un tempo ma anche adesso. 
“Egitto, Turchia, Arabia Saudita, Yemen, Libia, sono i principali palcoscenici in cui le armi prodotte in Italia vengono usate, spesso contro i civili, ma che continuano a essere vendute. Il 5 gennaio del 2016 veniva torturato e ucciso Giulio Regeni, da più di un anno Patrick Zaki è detenuto nelle carceri egiziane, ma le armi italiane continuano a essere vendute. Anche durante il periodo pandemico nel quale molte aziende sono state obbligate a chiudere per evitare la diffusione del virus, l’industria bellica non ha conosciuto sosta e ha continuato a produrre. “
Lo affermano le senatrici di Sinistra Italiana Paola Nugnes ed Elena Fattori.
“Lo scorso anno è stato proclamato il blocco delle esportazioni verso l’Arabia Saudita, ma negli altri Paesi – proseguono le due parlamentari dell’opposizione di sinistra – ancora nessun accenno. L’industria delle armi vale un fatturato di 420 miliardi di dollari nel mondo e sembra essere questa la motivazione principale che fa rimanere il settore ai vertici della produzione economica, anche in Italia. Evidente dunque appare lo squilibrio tra economia e rispetto dei diritti umani che, ancorché palesemente violati, vengono anche messi in subordine al denaro.” 
“Dal 18 giugno scorso rimane depositata la nostra mozione, sottoscritta da tanti altri colleghi, nella quale si chiedeva espressamente un embargo delle armi verso l’Egitto. Un atto rimasto lettera morta, mai discusso, mai portato all’attenzione delle Camere. Speriamo che dopo l’inchiesta della trasmissione Presa Diretta dei giorni scorsi – concludono Fattori e Nugnes – nella quale si evidenziano le mostruosità di questo mercato, vengano presi seri e fattivi rimedi, senza addurre le solite strumentali scuse, andando anche a ritoccare in maniera più restrittiva la normativa di riferimento.”

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