Draghi, la Sfinge capo di un governo che appena cominciato già litiga su tutto

Ministri e sottosegretari sono uno schiaffo al 'governo dei migliori', la pandemia imperversa, il piano vaccinale non decolla e molte regioni vanno verso un nuovo lockdown mascherato da arancione scuro. 

Mario Draghi

Mario Draghi

Claudio Visani 25 febbraio 2021
Non hanno ancora cominciato è già litigano su tutto: ristoranti aperti alla sera, chiusure pasquali, scuole. Con Salvini tornato a "dettare la linea", la Gelmini che annuncia il cambio colore al lunedì invece che alla domenica come una grande conquista, il centrodestra che sembra avere la golden share, i Cinquestelle che si sfasciano, Zingaretti che pensa alle dimissioni. 
E Super Mario Draghi La Sfinge che li lascia fare, tace, si prende in squadra senza batter ciglio tutti e tre i complici del killer del governo Conte e la ex segretaria di Berlusconi, accetta nomine a ministri e sottosegretari che sono uno schiaffo al "governo dei migliori" (Brunetta alla Pubblica amministrazione, Castelli all'Economia, Molteni agli Interni, Bellanova ai Trasporti, il forzaitaliota Moles all'Editoria, Borgonzoni alla Cultura, Sasso all’Istruzione).
 Tutto questo mentre la pandemia imperversa, il piano vaccinale non decolla e molte regioni stanno precipitando in un nuovo lockdown, questa volta mascherato da arancione scuro. 
Non è una bella partenza per il governo dell'uomo della provvidenza. Speriamo che ci sorprenda e ci smentisca tutti al più presto, con i fatti, sulle tre cose per cui è stato chiamato da Mattarella: contrastare il più efficacemente possibile il virus, vaccinare vaccinare vaccinare, presentare un piano di rinascita dell'Italia che stia in piedi. Diversamente, dovremo rimpiangere Conte. E rincorrere a calci nel sedere l'Innominabile per il danno devastante che è riuscito a fare al nostro Paese.