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La pochezza di Salvini: faceva il 'macho' che respingeva i migranti e ora si nasconde dietro a Conte

Vi ricordate il leghista che ha utilizzato il Viminale come clava della sua propaganda? Ota che si deve difendere dall'accusa di sequestro di persona cerca di scaricare le sue responsabilità

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Salvini e Giulia Bongiorno

globalist

28 Gennaio 2021


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Se la memoria non inganna 60 milioni di italiani, tutti ricordano le frasi sprezzanti dell’ex ministro Salvini sui migranti e sulle Ong.
Rivendicazioni politiche delle sue scelte e del suo ruolo di ‘uomo forte’ nell’impedire l’inesistente invasione e nel dipingere i richiedenti asilo come potenziali criminali, spacciatori e terroristi e le organizzazioni umanitarie come emanazione dei centro sociali che favorivano l’immigrazione clandestina.
Tutti ricordano la sua propaganda. Tutti ricordano quando parlava di ‘pacchia’ di ‘crociera’ di finti profughi che scappavano da guerre inesistenti, anche quando provenivano da zone dove la guerra c’era effettivamente.


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Ce lo ricordiamo che proprio nei giorni della sofferenza della Gregoretti Salvini aveva platealmente disertato il vertice di Parigi nel quale si doveva studiare un meccanismo automatico di redistribuzione dei migranti.
E ora lo sborone, il macho, l’uomo dei pieni poteri, l’uomo che ha tentato di convincere gli italiani che solo grazie alla sua diretta ha salvato l’Italia e ha difeso i confini da mollaccioni e immirazionisti che fa? Al processo si nasconde dietro a Conte e si nasconde perfino dietro a Toninelli.
Quando si dice la pochezza…


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