Il Cdm ha approvato il decreto immigrazione, Zingaretti esulta: "I decreti Salvini non ci sono più"

Il nuovo decreto tratta di "disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, nonché in materia di diritto penale"

Decreti sicurezza

Decreti sicurezza

globalist 5 ottobre 2020
È stato appena approvati dal Consiglio dei Ministri il nuovo decreto che andrà a sostituire i decreti sicurezza di Matteo Salvini. Frutto di una lunga trattativa tra il M5s, che pure i decreti sicurezza li ha approvati quando era alleato con la Lega, e il Pd, alla fine è stata raggiunta un'intesa. E il segretario del pd, Nicola Zingaretti, twitta Trionfante: "Approvato ora in Consiglio dei Ministri il decreto immigrazione. I decreti propaganda/Salvini non ci sono più. Vogliamo un'Italia più umana e sicura. Un'Europa più protagonista". 
Il nuovo decreto tratta di "disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, nonché in materia di diritto penale" e contiene le basi per un nuovo "sistema di accoglienza e integrazione".
Importanti novità per le Ong: spariscono tutte le multe milionarie alle navi, ma non significa che le sanzioni siano state cancellate. Sono state semplicemente abbassate e per le navi che non coordinano con le autorità marittime sono previste sanzioni penali che arrivano fino a 2 anni di reclusione. 
Vengono ampliati i casi in cui si può chiedere la protezione internazionale: ne hanno diritto tutti coloro che nel Paese di origine corrono il rischio di subire trattamenti disumani e degradanti. Inoltre, per i richiedenti asilo ci sarà la possibilità di iscriversi all'anagrafe e di convertire il permesso di soggiorno in permesso di lavoro. 
Torna anche la possibilità, sempre per chi richiede la protezione internazionale, di poter svolgere lavori socialmente utili alla comunità. Infine, sono ridotti  i termini obbligatori per il riconoscimento della cittadinanza italiana. Questi non saranno più di 48 mesi, ma di 36.
Prevista anche una misura che vieta l’accesso ai locali e ai pubblici esercizi a chi si è distinto per vicende di violenza negli ultimi tre anni. Dopo le ultime tristi vicende di cronaca, il governo ha pensato a una sorta di Daspo che impedisce l’accesso a bar e altri luoghi della movida ai violenti.