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Concluse le indagini per la presunta corruzione: Siri rischia il processo

I pm contestano al leghista, ex sottosegretario alle Infrastrutture, due episodi.

Armando Siri e Matteo Salvini
Armando Siri e Matteo Salvini

globalist

5 Ottobre 2020 - 13.45


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Rischio processo per il senatore Armando Siri della Lega. La Procura di Roma ha chiuso le indagini che lo coinvolgono per due episodi di corruzione. Nel procedimento sono coinvolte altre quattro persone tra cui l’imprenditore Franco Paolo Arata.

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Secondo l’accusa Siri, all’epoca dei fatti sottosegretario alle Infrastrutture, avrebbe asservito i suoi poteri ad interessi privati “proponendo e concordando con gli organi apicali dei ministeri competenti (Infrastrutture, Sviluppo economico e Ambiente), l’inserimento – si legge nel capo di imputazione – in provvedimenti normativi di competenza governativa di rango regolamentari e di iniziativa governativa di rango legislativa, ovvero proponendo emendamenti contenenti disposizioni in materia di incentivi per il ‘mini eolico’”. In cambio “riceveva indebitamente la promessa di e/o la dazione di 30 mila euro da parte di Arata, amministratore della Etnea e dominus della Solcara Srl, amministrata dal figlio, società operanti in quel settore”. Arata da questi provvedimenti “avrebbe ottenuto benefici di carattere economico”.

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In un secondo episodio contestato Siri, in concorso con Arata e l’intermediario Valerio Del Duca, Simone Rosati e Paolo Iaboni (funzionari della Leonardo Spa), “si attivava – prosegue il capo di imputazione – per ottenere un provvedimento normativo ad hoc che finanziasse, anche in misura minima, il progetto di completamento dell’aeroporto di Viterbo, di interesse per future commesse della Leonardo Spa”. Inoltre “esercitava pressioni direttamente e per interposta persona, sul comandante generale della Guardia Costiera, ammiraglio ispettore capo Giovanni Pettorino, al fine di determinarlo a rimuove il controammiraglio Piero Pellizari dall’incarico di responsabile unico del procedimento nell’ambito di un appalto, in essere ma in scadenza, per la fornitura di sistemi radar Vts (Vessel traffic service), essendo Pellizzari inviso alla Leonardo Spa, siccome critico su alcuni aspetti della fornitura”. Per questo Siri riceveva indebitamente “la promessa di ingenti somme di denaro (per il tramite e in parte destinate anche agli intermediari Arata, con legami personali ed illeciti con lo stesso Siri e lo stesso Del Duca) e comunque la dazione di 8 mila euro, anticipate da Del Duca e Rosati (quest’ultimo di intesa con il suo superiore gerarchico Paolo Iaboni) che avevano programmati di riottenere tale provvista, pur non riuscendo nell’intento, mediante il pagamento da parte di Leonardo Spa, di una fattura emessa da una società”.

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