L'isteria di Pillon per la legge contro l'omofobia: "Vogliono impedirci di opporci ai matrimoni gay"

Il senatore oscurantista della Lega: "Con l'omofobia i genitori non potranno rifiutare una baby sitter transgender", come se fosse un loro diritto discriminare

Simone Pillon

Simone Pillon

globalist 1 luglio 2020
Simone Pillon e tutti gli oscurantisti omofobi del governo italiano continuano a sostenere la linea - falsa - che la legge contro l'omo-lesbo-bi-transfobia punisca le opinioni: "Zan mente pur di difendere la sua pessima proposta. Con l'omofobia i genitori non potranno rifiutare una baby sitter transgender, o la propaganda delle drag queen nelle scuole dei loro figli, finanziata con milioni di euro di denaro pubblico. Nessuno potrà opporsi all'utero in affitto. Sarà considerata discriminazione opporsi al matrimonio o all'adozione gay".
Tutto questo è semplicemente falso: l'unica cosa vera è che non si potrà rifiutare un lavoro a una persona perché omo-bi-transessuale, oppure rifiutare di sposare qualcuno. Questa si chiama libertà, e Pillon farebbe meglio a mettersi l'anima in pace. 
"Chiunque dica che i bambini sono maschi o che le bambine sono femmine sarà processato - aggiunge il leghista, dicendo un'altra falsità: nessuno sarà punito per aver espresso un'opinione, la legge mira a punire chi discrimina attivamente qualcuno per il suo orientamento sessuale o identità di genere.
"I colpevoli dovranno essere rieducati prestando lavoro gratis per le associazioni Lgbt. Nel testo finale è infine rimasto il riferimento alla legge 205/93 e dunque i presunti omofobi subiranno anche il ritiro di patente, passaporto, licenza di caccia e avranno il divieto di propaganda politica per almeno tre anni". "Se questa non è una legge liberticida, cosa sarebbe?", si domanda Pillon.
"Questo è il concetto di libertà di Zan, Scalfarotto, Boldrini e compagni.Le persone sono già ampiamente tutelate in tutte le loro espressioni, senza bisogno di questa legge vergognosa. Saremo in piazza con le associazioni familiari il prossimo 11 luglio per manifestare a difesa della libertà".