Se la Lombardia decidesse di riaprire dal 4 maggio, il governo potrebbe impugnare il provvedimento regionale – spiega la sottosegretaria alla Salute – esiste la possibilità di avocare dei poteri utilizzando un articolo della Costituzione. Penso che sarà oggetto di un confronto. In questo momento mi risulta che il Viminale ha disposto una serie di controlli su un numero molto grande di aziende rimaste aperte”. Lo ha detto il Sottosegretario alla Salute Sandra Zampa intervistata a Circo Massimo su Radio Capital.
“Al Pio Alberto Trivulzio il ministero della Salute ha già disposto un’ispezione. Abbiamo fatto quello che era doveroso fare, un’ispezione che ci faccia comprendere come mai siamo arrivati a un numero di decessi così grande. L’ispezione è già conclusa, oggi risponderò a un’interrogazione parlamentare su questo tema”, ha aggiunto.
L’affondo di Sala. “La ripartenza il 4 maggio in Lombardia l’ha decisa la Regione o Salvini? Stanno passando dal terrore sul numero dei contagi di due giorni fa al liberi tutti. Un po’ più di equilibrio non guasterebbe”. Così il sindaco di Milano Beppe Sala in un’intervista a la Repubblica, in cui fa presente di non essere contrario “a rimettere in moto l’economia” ma bisogna che siano “fornite le garanzie adeguate per chi andrà a lavorare. Quello delle 4D è uno slogan senza contenuto” (le 4 D proposte dalla Regione sono distanza, dispositivi e mascherine, digitalizzazione e diagnosi).
“Tutti – osserva Sala – abbiamo continuato a dire che la salute è la prima cosa. Qualche settimana fa c’erano da sostenere le ragioni della chiusura e ci dicevano di guardare all’Oms, faranno così anche adesso?”. Per tornare al lavoro in sicurezza, occorre fare i test di immunità e “purtroppo in Lombardia siamo indietrissimo. Siccome a Milano non si fanno, ho rotto gli indugi e mi sono accordato con il Sacco per farli in autonomia, cominciamo con i 4mila del personale Atm che lavorano nei trasporti, poi vediamo”.
Su Milano: “Ogni giorno nei bollettini non siamo messi bene ma quali dati ci vengono forniti? Non è mai stato fatto un campione rappresentativo della popolazione da analizzare per definire qual è il reale trend di contagio. Si passa da 3mila a 8mila tamponi al giorno nell’intera regione, una confusione tremenda. Su Codogno la Regione si è trovata in una situazione difficilissima da gestire però mi sembra che ora stiano tirando avanti alla giornata. La gestione sanitaria in Veneto ed Emilia Romagna è stata diversa. Non lo dicono solo i numeri, purtroppo drammatici, dei decessi in Lombardia, ma anche quelli su mascherine, tamponi, test sierologici per la popolazione”. Poi, a proposito della vicenda del Pio Albergo Trivulzio, è “arrivata la magistratura, ci sono le inchieste, noi abbiamo nominato Gherardo Colombo nel comitato di indagine. Tutti vogliamo vederci chiaro, il direttore del Pat farebbe bene a trarre le conclusioni”. E cioè, “se sei responsabile di una struttura che viene contestata così da medici, infermieri e famiglie, con accuse tremende, dimostrare di non essere attaccato alla sedia dovrebbe essere il minimo”.
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