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Peccato: Serena Grandi non sarà l'assessora delle Bergonzoni

L'attrice era affascinata dagli estremisti di destra e dal capo della Lega: "Penso ci possa ridare la nostra identità e la nostra cultura"

Salvini e Serena Grandi
Salvini e Serena Grandi

globalist

27 Gennaio 2020 - 13.28


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Ci siamo scampati Serena Grandi assessora alla Cultura della per fortuna Mai giunta leghista. Dopo la Cuccarini, Jerry Calà e l’ex calciatore Luca Toni era arrivata l’ex musa di Tinto Brass che si è votata al sovranismo.
“Io sostengo la Borgonzoni, credo in lei”. Aveva detto, in un’intervista al Fatto Quotidiano, l’attrice Serena Grandi che confessava la sua passione per Lucia Borgonzoni, l’ex sottosegretario leghista ai Beni culturali, candidata dal Carroccio alla presidenza della Regione Emilia Romagna.

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“Secondo me l’Emilia Romagna s’è stufata, sono convinta che la Borgonzoni vinca. Le cose non vanno bene. Per me Rimini è una piccola Miami, è bellissima, ma ha bisogno di pulizia”, aveva aggiunta l’attrice musa di Tinto Brass. Che spiega anche il perché della sua passione per Matteo Salvini: “Penso ci possa ridare la nostra identità e la nostra cultura. Mi sembra che lotti per cose ben definite, come nella Prima Repubblica”.

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