Gelsomina Vono, elogio del qualunquismo: "Prendo un po' dell'uno, un po' dell'altro"

La senatrice M5s passata ad Italia Viva di Renzi spiega che a lei piace un po' di tutto, perfino di Salvini. E che la sua gioda è Paolo VI

Gelsomina Vono

Gelsomina Vono

globalist 28 settembre 2019

Con tutto il rispetto, non sembra una grande testa politica ma, a sentirla, sembra profferire considerazioni qualunquistiche

La senatrice M5s passata ad Italia Viva, Gelsomina Vono, si considera oltre il paradigma degli schieramenti e "oltre ogni recinto di odio".
Lo ha detto in un'intervista al Fatto Quotidiano, dove si definisce per il partito "del dire e del fare. Del costruire con coraggio una speranza. Mi guida sempre Paolo VI nelle mie decisioni".


Una battuta discutibile, anche perché ha citato un Papa che, notoriamente, non era così ondivago.
In politica "mi piace prendere un po' dell'uno, un po' dell'altro. Le belle idee non hanno confini" spiega, senza escludere Salvini, anche se "magari non col suo tono".
La senatrice quando è stata eletta nel M5s ha sentito subito "il freddo che gelava le mie spalle, il mio animo, la mia voglia di fare per il territorio, di dimostrare il valore di una presenza. Sentivo scoramento, astenia, distanza". Sentiva il M5s "lontano, evanescente, senza fiducia nelle mie capacita'". Ha scritto vari messaggi a Di Maio chiedendo maggiore condivisione, senza avere risposta e provava "enorme tristezza, anche perché il mio desiderio di andare oltre, contribuire perché' la mia terra di Calabria tornasse a essere il fiore dell'Italia, stava sbiadendosi".
Quando ha sentito del nuovo partito di Renzi l'ha fermato al Senato "e gli ho detto: ma che bello!". Queste per lei, sono "giornate intensissime", nelle quali ha ricevuto "solo telefonate belle. Da chi mi vuol bene".