Uno spettacolo indegno: l’aula di Montecitorio in queste ore è ostaggio dei cori da stadio dell’opposizione di destra, che interrompe il discorso di Giuseppe Conte per chiedere la fiducia al governo con slogan quali ‘Bibbiano’ e ‘ladri di sovranità’, facendo eco alla manifestazione fuori dall’aula capitanata da Salvini, Meloni e Toti.
Il Presidente della Camera Roberto Fico cerca di riportare all’ordine ma la bagarre è praticamente ingestibile. Il premier Conte comunque tira avanti con il suo discorso, tenendo anche testa a chi tenta di impedire al governo di parlare (ma contestualmente, fuori dall’aula, inneggia alla democrazia insieme a invocazioni al Duce, cifra simbolica della confusione mentale delle destre sovraniste).
“Che una forza politica, e un leader politico, possa decidere ogni anno di poter portare il Paese e elezioni è irresponsabile” ha detto Conte. Dai banchi di Lega e Fdi sono arrivate interruzioni al grido di ‘venduto’ alternato a cori di ‘elezioni’, oltre allo sfottò ‘trumpiano’ ‘Vai Giuseppi!’. “Voi dimostrate di essere coerenti alle vostre convenienze elettorali, se mi permettete avete sbagliato giuramento”, ha replicato Conte tra gli applausi di Pd e M5s. Solo a fatica il premier, dopo un’ulteriore polemica con il leghsita Garavaglia sulle poltrone, riesce a riprendere il filo dell’intervento.
“Tradimento, oltraggio agli italiani, addirittura sequestro del voto”, elenca Conte, riprendendo le parole ‘ricorrenti’ negli interventi dell’opposizione. “Mi chiedo se la nostra Costituzione esiste ancora, è stata stracciata. Conosco la vostra abilità comunicativa ma ripetere all’infinito queste parole non cambia la realtà dei fatti, questo è una grande mistificazione”.
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