La destra (e dintorni) cavalca l'odio: i terroristi islamici di Barcellona amici della Boldrini
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La destra (e dintorni) cavalca l'odio: i terroristi islamici di Barcellona amici della Boldrini

Lo scrittore russo Nicolai Lilin parte all'attacco. E Sallusti: terroristi fottutissime belve e la Boldrini mi quereli pure...

La destra (e dintorni) cavalca l'odio: i terroristi islamici di Barcellona amici della Boldrini
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18 Agosto 2017 - 16.36


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Il terrorismo è una cosa seria. Ma, a volte, le reazioni al terrorismo non sono una cosa seria.
Se poi parliamo di Stato Islamico il terrorismo è presente in moltissimi paesi arabi, nelle Filippine, ha colpito negli Stati Uniti, Autralia, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Spagna, Svezia, Danimarca e tantissimi altri posti, compresa la Russia di Putin.
Eppure per alcuni adusi a cavalcare l’odio altrui è facile addirittura dare – direttamente o indirettamente – la colpa dell’attentato di Barcellona a Laura Boldrini. Con una grande dose di disonestà intellettuale e anche di avventurismo, visto che così facendo aumentano a dismisura i rischi di incolumità personale della presidente della Camera, vista la massa di invasati che affolla il web.
Eppure basterebbe un briciolo di decenza per ricordare che siamo di fronte a un fenomeno transnazionale – magari dipendesse solo dall’Italia o dallo Ius Soli – il cui inizio (mediaticamente, s’intende, perché le radici sono lontanissime) risale al famoso 11 setembre 2001, quando la Boldrini era una privata cittadina e che è prolificato con la sciagurata “guerra al terrorismo di Bush”  che ha moltiplicato il terrorismo, fino alle recenti guerre civili in Libia e Siria, nella quali i gruppi jihadisti hanno ricevuto armi e denari (non certamente dalla Boldrini) dai soliti noti; la Turchia ora nuovamente amica di Putin, ha mandato i suoi 007 a foraggiare gli islamisti e (accuse di Mosca poi messe nel dimenticatoio) ha contrabbandato il petrolio.
Se c’è lo Stato Islamico è colpa della Boldrini o della sinistra? I sostenitori e i finanziatori dei jihadisti si conoscono. E non pare siano di sinistra, a meno che l’Arabia Saudita (per fare un esempio) sia un paese comunista a nostra insaputo.
Ma cosa importa di tutto ciò se si deve cavalcare la pancia della gente? Ha cominciato Alessandro Sallusti, che non ha trovato di meglio che dire: “Barcellona, chiunque sia stato è una fottutissima belva. E che la Boldrini e i suoi amici mi denuncino pure per offesa via web”. E che c’entrano la Boldrini e i suoi amici? Nulla. Ma far passare in maniera obliqua (ossia non l’ha detto direttamente ma ci gira intorno) il messaggio che la Boldrini è amica dei terroristi scatena i “mi piace” dei razzisti nostrani, giustamente fan di un giornale che ha distribuito allegato il libro di Adolf Hitler.
Ha fatto seguito Nicolai Lilin, al secolo Nicolaj Verjbitkii, russo con un passato (a dir suo) da militare e scrittore di un libro edito da Einaudi che ha detto “Un altro nostro concittadino massacrato dai terroristi islamici, amici della Boldrini, sostenuti dalla sinistra Italiana”.
Quindi c’è da prepararsi al peggio. Se perfino in occasione della strage di Barcellona il direttore di un gironale di destra e uno scrittore russo che a destra tanto spazio raccoglie accusano la presidente della Camera.
Che dire? Che dare degli “amici dei terroristi” sarà un leit motiv della destra nostrana che cerca di tornare in sella.
Del resto un imbecille (già candidato in Fratelli d’Italia) tempo fa fu così inavvertito da pubblicare sui social ciò che da quelle parti si spera: un bell’attentato dell’Isis in Italia per vincere le elezioni. Nel frattempo vuia con le accuse tanto becere e quanto infondate. A testimonianza che la destra italiana non è una cosa seria ma popolata da vampiri e sanguisughe.

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