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Pd, D'Alema: nessuna scissione, ma ci serve un nuovo leader

Frena sulla scissione e, nell'intervista a La Repubblica, guarda al Congresso e alla legge elettorale. Il pericolo è un governo di destra

Massimo D'Alema
Massimo D'Alema

globalist

9 Febbraio 2017 - 09.25


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Dopo aver solcato il palco che ha visto la nascita del nuovo movimento ConSenso, deciso a raccogliere tutte le anime del No al referendum Renzi, e da quel palco aver invocato lo spettro della scissione, massimo D’Alema usa animo più pacato e frena – in un’intervista a La Repubblica – mantenendo fermo il punto focale: senza le urne la battaglia è tutta sul Congresso da cui esca fuori un nuovo leader. Perché Matteo Renzi non può più esserlo.

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Alla domanda se, per affrontare l’attuale crisi, non sia meglio un governo legittimato, D’Alema risponde: “”L’idea di precipitare verso elezioni anticipate con una legge proporzionale, con prospettiva certa di ingovernabilità, è una scelta folle. Con quale progetto? Con quale ipotesi di alleanze? “

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“Se prevalgono buon senso e responsabilità – dice – riprenderà il percorso ordinario che porta al congresso del Pd. Ma l’obiettivo resta la discontinuità con la stagione renziana. Serve un cambio di contenuti e di guida”.

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Un’idea chiara: serve la legge elettorale e subito: “Il Pd ne ha proposto cinque diverse. E non è la minoranza che rompe le scatole. Lo scontro più aspro è quello che divide l’idea di Franceschini di un premio alle coalizioni e quella di Orfini che lo vuole alla lista”.

Sulla questione del chi sostenere al Congresso Pd poi ribadisce: “”Quando ci saranno il congresso e i candidati farò le mie valutazioni. Oggi registro che da Bersani a Speranza, Emiliano, Rossi, sosteniamo posizioni simili e lo stesso Cuperlo ha più volte sottolineato che Renzi non può essere la guida adeguata di un nuovo centrosinistra”.

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“Un rinnovato Pd può riunire intorno a sé movimenti civili, personalità e creare una grande lista aperta che possa aspirare ad avere molti voti. Forse non prenderà il 40%, ma ci andrebbe più vicino del Pd com’è messo ora”.

D’Alema sembra temere lo spauracchio della destra: “”Non sottovaluterei la destra, che in coalizione può arrivare al 35 per cento. Se faremo una legge basata su questo meccanismo, si rimetteranno insieme e ci ringrazieranno “.

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Affonda poi sul movimento 5 stelle: “Sono una confusa coalizione di persone e culture che rappresentano il malessere del Paese. Esprimono il peggior sindaco d’Italia, la Raggi, che si è circondata della peggiore destra, e Appendino che è in cima ai sondaggi di gradimento “.

E sui suoi intendi in caso di elezioni anticipate, l’ideatore di ConSenso risponde: “Non ho mai fatto parte della sinistra della sinistra, ma sempre del centro della sinistra. Sono solo preoccupato per il mio Paese. Il nostro gruppo dirigente appare debole e confuso. Abbiamo governato con Ciampi Amato e Prodi. Oggi, salvo poche eccezioni, c’è solo chiacchiericcio senza costrutto. Non ci si rende conto che siamo seduti su una polveriera “.

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