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Da finanziere a faccendiere: l'enigmatica storia di Marra

Da Alemanno alla Polverini fino alla giunta targata Cinque Stelle del sindaco di Roma Virginia Raggi. Adesso tutti lo disconoscono.

Raffaele Marra alle spalle di Virginia Raggi
Raffaele Marra alle spalle di Virginia Raggi

globalist

16 Dicembre 2016 - 16.45


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Alemanno, Polverini, fino ai 5s. Cambiano le giunte. Cadono i politici ma lui è sempre rimasto lì. Fino a questa mattina. È il percorso nell’amministrazione locale romana di Raffaele Marra, arrestato dai carabinieri in base a un’ipotesi di reato di corruzione.

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In Finanza per 15 anni, poi cambia vita – Marra, 44 anni, napoletano. Una laurea in giurisprudenza e in economia e commercio, ha indossato per quindici anni la divisa di finanziere.

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Nel 2006 cambia vita: sbarca improvvisamente alla direzione generale del ministero dell’Agricoltura quando al vertice del dicastero delle Politiche agricole c’è Gianni Alemanno: va a ricoprire un incarico all’Unire, l’Unione nazionale razze equine, all’epoca guidata da Franco Panzironi, coinvolto nell’inchiesta Parentopoli e poi in quella Mafia capitale.

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L’ingresso nella giunta Alemanno – Dall’Unire, Marra trasloca in Campidoglio con Gianni Alemanno sindaco di Roma dove dirige prima il dipartimento casa del Comune e poi entra nel Gabinetto del primo cittadino. In un’intervista a Il Fatto Quotidiano del novembre scorso, Marra parla dei suoi rapporti con Alemanno e del suo “pallino” per l’intelligence: “Me lo ha presentato monsignor D’Ercole. Aspiravo a un’incarico fuori dalla Finanza… Volevo lavorare per i servizi segreti”.

La parentesi in Rai, l’incarico in Regione e il ritorno in Campidoglio – Nel 2010 per Marra c’è una parentesi in Rai nella veste di consulente dell’allora direttore generale Mauro Masi. Poi arriva l’incarico alla Regione Lazio, guidata da Renata Polverini. Successivamente Marra torna in Campidoglio. Nell’era Marino, dopo aver vinto il concorso da dirigente, si occupa di tutela dei consumatori.

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Le polemiche sul fedelissimo della Raggi – Con l’arrivo dei Cinque Stelle e della Raggi, Marra torna sugli scudi, tra feroci polemiche interne al Movimento. Il primo cittadino lo difende e lo nomina vice capo gabinetto. Poi però la Raggi è costretta, proprio per le forti resistenze interne al M5s, a fare un mezzo dietrofront e decide di spostare Marra alla guida del personale. Ma le polemiche non si placano fino agli ultimi sviluppi giudiziari e all’arrivo dei carabinieri in Campidoglio.

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