Nel giorno in cui annuncia la stretta sul controllo degli appalti della Capitale, che non saranno mai più assegnati senza una preventiva gara, il sindaco Ignazio Marino sferra una dirompente bordata al Movimento 5 Stelle di Roma Capitale e, in sintesi, gli manda a dire che “è come la Mafia Capitale”.
“Come Carminati e Buzzi”. Staremo a vedere quale saranno le reazioni dei destinatari dell’invettiva del sindaco, il quale, dopo l’incontro di stamattina con il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone sulla piaga degli appalti inquinati dalla corruzione, spiega la sua riprovazione nei confronti del comportamento dei pentastellati, le cui richieste, a detta sempre del sindaco, “sono le stesse che facevano il signor Carminati e il signor Buzzi che ora sono in carcere per associazione mafiosa. Il Movimento 5 Stelle, sperando di raccogliere maggiore consenso, fa le stesse richieste della mafia, cioè che gli onesti vadano a casa”.