Napolitano si dimette, Grasso supplente
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Napolitano si dimette, Grasso supplente

Questa mattina al palazzo del Quirinale è stata ammainata la bandiera. Il presidente del Senato svolgerà per il tempo necessario le funzioni di capo dello Stato.

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14 Gennaio 2015 - 18.51


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Giorgio Napolitano ha firmato la lettera di dimissioni lascia, dunque, il Quirinale dopo quasi nove anni di mandato. Le dimissioni sono state lette in Aula alla Camera dalla presidente Laura Boldrini ed è partito un lungo applauso e una standing ovation dai banchi della maggioranza.

Il presidente firma le dimissioni

“Una grande responsabilità e una forte emozione. Affronterò questi giorni con spirito di servizio e animo sereno”. Lo scrive su Twitter Pietro Grasso, presidente del Senato e presidente supplente della Repubblica.

12:25 Il presidente del Senato Grasso svolgerà per il tempo necessario le funzioni di capo dello Stato.

11:01 “Bye bye Mr.President! Buona Liberazione a tutti!”. Lo scrive su facebook MAnlio Di Stefano, deputato 5 stelle. “Sarebbe banale, oggi- aggiunge-, dire semplicemente che Giorgio Napolitano sia stato il peggior Presidente della storia della Repubblica italiana e, oltretutto, non gli si darebbe merito del malefico piano che ha portato avanti in questi ultimi 9 anni frutto di 62 anni di appartenenza al Sistema politico-affaristico-massonico italiano. “Re Giorgio- prosegue- non mi manchera’ e non manchera’ a tutte quelle generazioni gia’ rovinate dal suo operato e quelle che lo subiranno per i prossimi anni. Dal nuovo Presidente, nonostante non mi aspetti che questa classe politica corrotta possa votare una persona con la schiena dritta, mi aspetto semplicemente che possa conoscere e rispettare profondamente la Costituzione italiana garantendo la vita democratica del nostro Paese”.

10:47 “La rinuncia del Presidente Napolitano a proseguire nel mandato straordinario che i grandi elettori gli avevano affidato al termine del primo settennato merita tutto il nostro rispetto e la nostra gratitudine. Di una vita spesa al servizio dei suoi ideali e delle Istituzioni, italiane ed europee, restera’ soprattutto il severo e doveroso monito rivolto al Parlamento e al Paese dopo aver accettato una rielezione che rappresenta un evento eccezionale. Il modo migliore per onorare quella disponibilita’, che ha evitato all’Italia ulteriori umiliazioni, e’ di proseguire celermente sulla strada della ripresa ormai avviata e raggiungere un’intesa rapida ed ampia intorno ad un nuovo Presidente che sappia garantire l’unita’ nazionale come Giorgio Napolitano ha saputo fare in questi nove, intensi, anni”. Lo dichiarano Gianluca Susta e Andrea Mazziotti, capigruppo di Scelta Civica al Senato e alla Camera, commentando le dimissioni del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

10:15 “Noi dobbiamo eleggere un capo dello Stato capace di rappresentare tutti gli italiani: la scelta del futuro capo dello Stato non puo’ coincidere con una sorta di elezioni primarie all’interno del Pd”. Lo dice il ministro dell’Interno Angelino Alfano, ospite di Radio anch’io.

10.30
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è dimesso.

10:26«Credo sia semplicemente naturale ringraziare il Presidente Napolitano per i nove anni al Quirinale. La sua Presidenza è stata un esempio di autorevolezza e garanzia». Così Walter Verini, capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera. «Il suo contributo per la tenuta delle istituzioni e del sistema democratico e per il ruolo del Paese in Europa e nel mondo è stato decisivo. E il ruolo svolto per incoraggiare e sostenere i cambiamenti e le riforme di cui l’Italia ha bisogno è stato fondamentale. Per tutto questo è doveroso dire: grazie, Presidente, ma è giusto sottolineare come, in tutti questi anni, il Presidente Napolitano non abbia mai mancato di stimolare e sollecitare la politica e le istituzioni ad affrontare anche tanti temi che riguardano i diritti dei più deboli e la dignità delle persone. Tra questi credo giusto ricordare, per esempio, la costante attenzione al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, contro le morti bianche e a quello della condizione delle carceri, che debbono essere non luoghi di vendetta, ma di pena, recupero e reinserimento», conclude.

10:08 «Il ‘re Giorgio un punto di ancoraggio per il Paese». Così s’intitola un profilo dedicato al presidente della Repubblica uscente tracciato dal quotidiano francese Les Echos, che dedica una pagina alle sue dimissioni. «Un super arbitro al di sopra della mischia, nonostante le sue storiche radici comuniste», lo definisce il giornale transalpini, un «grande servitore dello Stato» che ha accettato e mantenuto fino a ieri un secondo mandato nonostante fosse per lui «una grande sofferenza», un «europeista convinto e garante della stabilità istituzionale al più alto livello in un Paese agitato dalle querelle fratricide». Ora, conclude l’articolo, «spetta al suo successore di garantire che sia mantenuto il passo delle riforme». Descrive invece un uomo «sobrio» e «adulato dagli italiani, per cui incarna il rigore, la misura e la discrezione» il quotidiano Le Figaro, che nella sua ultima pagina, tradizionalmente dedicata ai profili, gli dedica un lungo ritratto. Ripercorrendo il «percorso strano di questo comunista napoletano dal linguaggio misurato». «All’ora dei bilanci, Giorgio Napolitano può in ogni caso essere sollevato: il governo di Matteo Renzi è solido, le riforme istituzionali sono intrapresi. I rapporti tra forze politiche sono ‘più costruttivi»

9.55 Stanno facendo il loro ingresso al Quirinale i militari delle vari Armi che faranno parte del picchetto d’onore per il commiato a Giorgio Napolitano nel cortile del palazzo.

9.54 Cercare «una larga condivisione» sul nome del futuro presidente della Repubblica a partire dalla Direzione del Pd di venerdì prossimo. È il metodo che Matteo Renzi ha indicato alla segreteria del Pd aggiungendo che dopo aver individuato «un profilo dentro il Pd lo proporremo agli alleati e a tutti coloro che vorranno sostenerlo»

9.50 “Le dimissioni di Napolitano sono la parola fine su questa legislatura”. Lo ha detto il senatore del gruppo Grandi Autonomie e Libertà, Mario Mauro, presidente dei Popolari per l’Italia, intervenendo a “Omnibus”, su La7. Le dimissioni, ha aggiunto, “sono l’atto di sfiducia di Napolitano non nei confronti del governo attuale, ma nei confronti del significato di questa legislatura che nasceva e lo sollecitava a una missione che non è riuscita”.

“Da questo punto in poi ci dice ‘se volete, se potete, fatelo voi’, ma è cambiato il contesto. Da tempo non c’è più il governo di grande coalizione, che era la cifra della legislatura, ma un monocolore renziano. Questa legislatura, così come era stata intesa, non ha più significato e Napolitano invita a ridargli un senso con l’elezione di un nuovo presidente della Repubblica”.

9:46 C’è grande attesa in piazza del Quirinale per l’uscita di Giorgio Napolitano che segnerà il suo addio al Colle dopo quasi nove anni. Il Capo dello Stato lascerà il palazzo, salutato dal picchetto d’onore, solo dopo che la sua lettera di dimissioni sarà stata consegnata ai presidenti delle Camere e al premier. Al momento, davanti all’ingresso del Quirinale sono posizionate sin dalle 8,30 le troupe televisive in attesa del momento.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano tra qualche ora firmerà la lettera di dimissioni e lascerà il Quirinale dopo quasi nove anni di mandato. Subito dopo si aprirà ufficialmente la corsa al suo successore, mentre il presidente del Senato Piero Grasso svolgerà per il tempo necessario le funzioni di capo dello Stato. Ieri Matteo Renzi al Parlamento europeo ha detto di che il futuro presidente sarà un arbitro di alto livello.

“Il Presidente della Repubblica: pensate davvero che sia aletto dagli italiani? Noi siamo totalmente fuori dai giochi: vanno in Germania, negli Stati Uniti e quando avranno il loro parere eleggeranno il loro Presidente” Lo dice Beppe Grillo in diretta streaming da Strasburgo dove aggiunge: “continua questo svendere l’Italia ai poteri finanziari”.

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