Sarà la deposizione di Ignazio Marino, per fallimento conclamato, il primo atto del Governo Renzi? Assolutamente no. Sì, è vero, il decreto Salva Roma è stato ritirato a causa dell’ostruzionismo di Lega e M5s, ma il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi ha assicurato che il Governo varerà “un nuovo provvedimento, dopo una valutazione dei contenuti” perché il governo “ritiene questo provvedimento indispensabile”.
Insomma, di riffa o di raffa, in Campidoglio arriveranno i 485 milioni che servono per evitare il default, magari scorporando alcune norme, come anticipato dal neo ministro Boschi. Nel frattempo Marino è stato convocato d’urgenza per un tavolo tecnico, il Pd indica nel M5S i nuovi nemici di Roma e la Lega gongola. Sentite Calderoli: “Ora è il momento di far sparire la amministrazione di Roma e di metterla in liquidazione fallimentare”.
Parole, parole, parole. Roma, al contrario, non fallirà. Semplicemente perché sarebbe un colpo troppo grosso per l’immagine dell’Italia e del Pd. E soprattutto anche il nuovo governo – seppur incolpevole – si prenderebbe una buona dose di pubblicità negativa. Per Roma non fallirà. Parola della Boschi.