A Modena le primarie per il sindaco diventano una guerra
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A Modena le primarie per il sindaco diventano una guerra

Nonostante gli appelli alla sobrietà le primarie del Pd sono al veleno. Una candidata: intimiditi quelli che mi sostengono.

A Modena le primarie per il sindaco diventano una guerra
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17 Gennaio 2014 - 15.26


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Si infiamma, a Modena, il clima dentro al Pd in vista delle primarie per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra, che dovrebbero svolgersi il 2 marzo. Anche nella città emiliana torna in campo la vecchia politica, quella fatta di colpi bassi e stratagemmi per averla vinta a tutti costi. Non sono bastati gli episodi già visti durante le primarie a livello locale in vista di quelle nazionali, con falsi tesseramenti e risse fuori dai circoli. Sembra quasi che la politica non sia più al servizio degli elettori, dei cittadini, ma la corsa alla poltrona più comoda e prestigiosa abbia preso il sopravvento.

Ed è quello che sta avvenendo anche a Modena, dove le primarie del Partito Democratico si stanno trasformando in una vera e propria lotta all’ultimo sangue. Francesca Maletti, assessore uscente e candidata, ha denunciato alla questura un attacco hacker che ha colpito il suo sito e gli account di posta elettronica Maletti dice di non voler creare collegamenti fra l’accaduto e la situazione politica modenese, ma ha voluto sottolineare «taluni comportamenti stizziti che ho riscontrato a Modena», come «alcune pressioni partite all’indirizzo di personalità che in qualche modo avevano reso palese l’intenzione di sostenermi e che in queste ore mi hanno riferito dell’accaduto.

Oppure la reiterata richiesta che mi è stata formalizzata, attraverso varie ambascerie, di abbandonare la competizione delle primarie, in cambio di consistenti avanzamenti nella mia carriera politica. Non ho mai accettato compromessi di questo tipo e non intendo farlo ora. Non mi fermerò».

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