Tosi (Lega): basta insulti alla Kyenge, ma adesso fa la vittima
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Tosi (Lega): basta insulti alla Kyenge, ma adesso fa la vittima

Il sindaco di Verona condanna le manifestazioni razziste nei suoi confronti, ma dice: il ministro gira il coltello nella piaga. Chi l’ha offesa risponderà in tutte le sedi.

Tosi (Lega): basta insulti alla Kyenge, ma adesso fa la vittima
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31 Luglio 2013 - 16.53


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“Il ministro Kyenge ha dimostrato grande eleganza nel rispondere agli insulti ricevuti, ma adesso vuole fare la vittima”. Queste le parole del sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi, che risponde indirettamente alla richiesta del ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge che ha chiesto a Roberto Maroni di lanciare un appello ai suoi affinché cessino di insultarla.

“Mi sembra – ha sottolineato – che a questo punto sia il ministro a girare il coltello nella piaga. Sa benissimo che Maroni su questo fronte è sempre stato chiaro, condannando gli attacchi contro di lei e dandole solidarietà. La posizione della Lega è assolutamente limpida. Chi l’ha offesa, sbagliando, risponderà in tutte le sedi del caso, politiche e giudiziarie”.

“Gli elettori della Lega condannano quegli insulti”, ha aggiunto Tosi in riferimento alle offese rivolte a più riprese al ministro da esponenti del Carroccio, e circa l’assessore leghista del Veneto che è tornato a paragonarla ministro a un gorilla ha detto: “Se davvero quel post fosse recente contro di lui prenderemo provvedimenti disciplinari”.

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Però poi Tosi osserva: “Il ministro dell’Integrazione è quello con deleghe meno concrete, è un ministro più di forma che di sostanza. Però ci sono degli stupidi che hanno fatto diventare la Kyenge una degli esponenti più noti del governo. Detto questo dobbiamo dimostrare che le sue idee sono sbagliate e confrontarci senza insulti”. A tal fine il sindaco di Verona ha concluso: “La Kyenge venga alla nostra festa e si confronti con noi è il modo migliore per mettere una pietra sopra su queste polemiche”.

Domenica il ministro è atteso a Verona per un convegno. “Domenica non credo di rientrare in tempo – ha spiegato il sindaco – Nè per accogliere il ministro, nè per partecipare alla manifestazionedella Lega Nord. Ho preso degli impegni prima di sapere della sua partecipazione. Ma se fossi a Verona andrei ad accogliere il ministro. È il mio compito istituzionale. Le direi però quali sono le mie idee sulla sua politica immigratoria e le porterei comnuque la solidarietà della città e del consiglio comunale”.

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