Da Sophia Loren a Valeria Marini: quei burloni dei parlamentari
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Da Sophia Loren a Valeria Marini: quei burloni dei parlamentari

Le prime due votazioni sono andate a vuoto e alcuni grandi elettori si sono divertiti nel scrivere i nomi più assurdi sulla scheda. Da Vasco Rossi a Veronica Lario.

Da Sophia Loren a Valeria Marini: quei burloni dei parlamentari
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18 Aprile 2013 - 20.24


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Ieri Sophia Loren, oggi Valeria Marini: nell’urna elettorale per il presidente della Repubblica non mancano mai nomi a sorpresa, come ad esempio è stato nel 1992 durante gli scrutini che portarono al Colle Oscar Luigi Scalfaro, quando qualcuno infilò nell’insalatiera la scheda con il nome dell'”onorevole Trombetta”, protagonista del celebre sketch ferroviario di Totò.

Anche oggi nell’emiciclo di Montecitorio è risuonato il nome del personaggio di un film cult come Amici miei: quello del conte Raffaello Mascetti, l’inventore della “supercazzola”, interpretato da Ugo Tognazzi. L’elezione del Capo dello Stato è un avvenimento politico molto serio per il Paese, ma ciò non toglie che nel corso delle votazioni ci sia chi, magari per stemperare la tensione o per non votare scheda bianca, si affida alla fantasia o all’ironia.

Nel corso degli anni, ai nomi altisonanti della politica se ne sono affiancati altri e in alcuni casi persino di più, ma che nulla hanno a che fare con le aule parlamentari, da Francesco Guccini a Vasco Rossi, da Luciano Moggi a Veronica Lario, da Claudio Magris a Camilla Cederna e Oriana Fallaci, da Bruno Vespa a Barbara Palombelli e Guido Quaranta e quest’anno anche Michele Cucuzza.

Nel 1978, quando salì al Colle Sandro Pertini, qualcuno nel segreto della cabina sulla scheda scrisse il nome del costruttore Gaetano Caltagirone. Nel 1985, l’anno dell’elezione-lampo di Francesco Cossiga, un pugno di voti andò al fondatore della P2 Licio Gelli.

Ma è nel 1992, quando dopo 12 giorni di votazione e 16 scrutini diventò presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, che si scatenò la fantasia di deputati, senatori e delegati regionali. In quell’occasione ci fu chi volle premiare con un voto la Sofia nazionale e Antonio Di Pietro, allora magistrato del poool milanese di Mani pulite. Nel corso dei 16 scrutini necessari a mandare sul Colle più alto Scalfaro, ci furono anche voti shock: tre a Franco Piperno, uno dei leader di Potere Operaio, e ben 23 ad Adriano Sofri, ex leader di Lotta Continua. Ci fu anche chi nella scheda scrisse il nome di Vittorio Mussolini, secondogenito di Benito e Rachele, negli anni Quaranta sceneggiatore e produttore cinematografico, e chi regalò un voto a Maria Gabriella di Savoia, evitando, però di scrivere per esteso il nome dell’esponente della Casa reale: Maria Gabriella Giuseppa Aldegonda Adelaide Margherita Ludovica Felicita Gennara di Savoia.

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