Monti, è arrivata l'ora di una scelta civica
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Monti, è arrivata l'ora di una scelta civica

Il Professore ha fermato il berlusconismo, ma oggi sembra volersi alleare con il Pdl. Avrebbe senso, invece, scongelare i propri voti per Bersani.[Fabio Luppino]

Monti, è arrivata l'ora di una scelta civica
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17 Marzo 2013 - 15.01


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di Fabio Luppino

Ho letto con avidità a suo tempo due bei libri di Andrea Romano: The boy, dedicato a Tony Blair e Compagni di scuola, dominato dall’eterna disputa tra D’Alema e Veltroni. Da allora il mito blairista si è appannato, i duellanti hanno ormai le polveri bagnate. E’ vero: il Pd non ha ancora superato il Pci. Ma la tranvata elettorale sta aprendo grandi varchi all’autocritica e a quel che saremo.

Oggi Andrea Romano, partito dalla Fgci, passato per la Fondazione Italianieuropei di D’Alema e poi per Italia Futura di Montezemolo, è deputato di Scelta civica. Crediamo sia una scelta nel segno del riformismo, un’assunzione di responsabilità su temi forti, dall’economia alla cultura. Allora chiedo a lui, come spiega, laicamente, l’impossibilità del suo gruppo di scegliere tra Grasso e Schifani. Ho sentito Monti prima del voto sottolineare i motivi di rottura legati alla sua lista, addirittura esaltare assonanze con il grillismo, tanto per dire noi non siamo un partito come gli altri. Non torniamo ora sugli errori della campagna elettorale. Un quasi 10% di elettori ha creduto alla novità, anche se non è bastato a fermare il ritorno populista di Berlusconi. In Parlamento, le prime mosse del premier in carica sono sembrate all’insegna della vecchia politica. Accordi sulle poltrone che non sono arrivati. Non è un granché. La presenza di Scelta civica dovrebbe segnare una rottura, nel segno del riformismo dell’europeismo, ma anche della pratica parlamentare.

Monti è stato l’argine allo sfascio berlusconiano. Non si capisce perché oggi debba cercare l’alleanza con il Pdl. Sarebbe il caso, anche per scelta civica, riconoscere il grande senso dello Stato mostrato dal Pd nel novembre del 2011. Bersani voleva votare e molti suoi consiglieri spingevano, allora, in quella direzione. Avrebbe fatto filotto il Pd alle urne: il berlusconismo era moribondo e, soprattutto, Monti avrebbe continuato a fare lo stimato Professore. Non ci sarebbe stato un partito, Andrea Romano avrebbe continuato ad immaginare un Paese diverso senza avere la possibilità di cambiarlo.
Ora. Che senso ha congelare i propri voti, per ripicca, per puntiglio, perché con la sinistra mai? Guardiamo in faccia la realtà e anche gli errori. C’è un Paese da ricostruire, da governare, in cui vanno rimodulati alcuni interventi in materia fiscale su cui proprio Monti è stato troppo debole. La scelta compiuta sabato da Pd-Sel sulle presidenze delle Camere va in questa direzione. Prendere per mano l’Italia che soffre. Scelta civica dovrebbe avere lo stesso obiettivo. Che restino le differenze, ma sarebbe dare senso ad un partito nuovo impegnarsi. La borghesia in Italia non ce l’ha mai fatta da sola. Riorientare in senso buono le lancette della Storia sarebbe un passo decisivo verso un Paese davvero normale. Non c’è alcun bisogno di fare alleanze organiche, fare scambi di commissioni. Basterebbe sostenere un governo, caso per caso, per rispondere ai bisogni urgenti di moltissime famiglie. Come ha fatto il Pd, spesso rinunciando a parte di sé con il governo Monti. Semplicemente per scelta civica.

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