Monti: basta moderati, servono riforme vere
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Monti: basta moderati, servono riforme vere

Il premier uscente Mario Monti ha aperto ufficialmente la campagna elettorale a Bergamo, insieme ai candidati della sua lista.

Monti: basta moderati, servono riforme vere
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redazione Modifica articolo

20 Gennaio 2013 - 17.41


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”Serve federare i riformisti non i moderati perché in Italia servono riforme radicali”. Mario Monti apre ufficialmente la campagna elettorale a Bergamo, insieme ai candidati della sua lista. Il Professore vuole ”non rimettere l’Italia nelle mani degli incapaci. La vecchia politica non deve tornare”.

E poi parla di ridurre le tasse visto che ”oggi possiamo guardare alla crescita con maggiore ottimismo”, ma senza ”promettere ciò che non siamo in grado di mantenere”. “Qualcuno si è stizzito perché parlo della possibilità di ridurre le tasse -ha proseguito Monti- ma non è incoerenza la mia perché dopo i sacrifici che hanno fatto gli italiani nel 2012 non è detto che debba sempre essere così perché le situazioni cambiano”.

E su Vendola che aveva paventato la possibilità di collaborare con Monti, il professore risponde: “Ma non scherziamo”.

Poi si rivolge al popolo degli astensionisti. “Vi sono due coalizioni rispetto alle quali riteniamo di essere i migliori ma ve ne è anche una terza che è quella dei non votanti. Chi non vota pensa di fare un dispetto alla vecchia politica ma alla fine gli fa un grande regalo. Per questo dirò loro che se non vogliono fare una scelta politica facciano la scelta civica”.

Monti attacca la Lega nell’intervento a Bergamo. “La Lega invidia i tedeschi e poi imputa alla Germania ciò che è responsabiltà dei loro 10 anni di governo che hanno allontanato l’Italia tutta, compresa la loro Lombardia e la mia Varese, dall’Europa”, ha detto il premier. “Noi che amiamo l’Italia tutta e non cambieremmo mai il nostro Paese per un altro e mai lo vorremmo vedere spezzato, non invidiamo ma ammiriamo la Germania e senza mitizzarla vogliamo imitare le cose buone fatte per i bilanci pubblici, la produttività, la buona collaborazione tra imprenditori e lavoratori e senza esitazione facciamo osservare ai tedeschi che la struttura economica e sociale dell’Italia e’ piu’ avanti in alcuni settori”, ha assicurato.

Nel finale, poi, un attimo di commozione parlando dei propri nipoti “troppo spesso trascurati in questi 13 mesi di mio impegno civile. Ho trascurato i miei nipoti ma l’ho dovuto fare perché altrimenti avrei fatto un torto a tutti gli altri nipoti d’Italia”.

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