Che penso di sabato sera? Alleluia
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Che penso di sabato sera? Alleluia

Lʼaccoglimento gioioso di una decisione liberamente presa, come dice Berlusconi, per il bene del Paese: vuoi che il Paese non esulti, colmo il cuor di gratitudine?

Che penso di sabato sera? Alleluia
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14 Novembre 2011 - 16.10


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di Paolo Garuti

Francamente, capisco Minzolini ma non certe lagne della stampa borghese sulle manifestazioni dʼesultanza nelle piazze di Roma. Sabato sera, ho visto un popolo allegro e, tutto sommato, benevolo. Lʼorribile offesa «Buffone» fa rima, ma senza certi odiosi connotati etnici, con «Guascone». Insomma: una sorta di Oscar alla carriera.

È vero che la Marseillaise era, in origine, un Tantum ergo, ma lʼAlleluia di Handel non ha accompagnato nessun Luigi Capeto alla ghigliottina, lʼaltra notte. Era lʼaccoglimento gioioso di una decisione liberamente presa, come dice lui, per il bene del Paese: vuoi che il Paese non esulti, colmo il cuor di gratitudine, ed elevi al Sommo Fattor un canto di lode? In inglese, poi: non in russo o in piacentino.

E se qualche mano sʼè levata non romanamente né implorante mercé dal gran capo, ma in parallele convergenze dʼindice e mignolo o fossʼanche in solitaria elevazione del medio, qual gesto produsse che non avesse prototipo ed archetipo in coloro cui si rivolgeva? Quod est maxime tale in aliquo genere est causa omnium quae sunt illius generis, dicevano gli scolastici. Si dice che qualcuno abbia gettato monetine, ma il gesto non è documentato. Magari molti si sarebbero volentieri concessa questa citazione dʼaltre sere ed altre piazze, ma coi tempi che corrono le monetine è meglio tenersele: mal che vada le vendi a peso ai Cinesi per farci bottoni.

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Dice che è addolorato: altri dicono che in molti lo saremo presto, forse un poʼ più di lui. Per quel che mi riguarda, già lo sono stato parecchio, in questi anni. Per spiegare il mio dolore, mi sia concesso un parallelo con la Francia, sia perché conosco abbastanza quel Paese, sia perché non è il Venezuela di Chávez. In Francia hanno votato a destra, prima Chirac poi Sarkozy, ma hanno lasciato i razzisti di Le Pen a far anticamera: io sono stato molto, ma molto, addolorato quando ho visto certa gente divenire sempre più potente. Ancor più addolorato, come cattolico, quando li ho sentiti ergersi a paladini vocianti della Cristianità.

Sono stato addolorato quando, a Gerusalemme, ho visto scemare la fiducia dei Palestinesi nei nostri confronti, senza che crescesse la stima degli Israeliani: incapaci della minima iniziativa, siamo considerati ipocriti mallevadori di scelte altrui. Al massimo, capaci di far pendere ancor di più verso gli americani la fragile torre europea, diamo qualche soldo, in cambio di qualche commessa. La Francia e la Santa Sede hanno dimostrato spesso dʼavere una posizione propria, coerente con la loro tradizione e i loro interessi, noi siamo spariti.

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Ho sofferto quando ci siamo gettati nella sconsiderata avventura irakena di Bush figlio. Missione umanitaria, la chiamarono. Fu tale perché si pappò la percentuale di tasse destinate allo Stato per le opere di bene. I Francesi (e i Tedeschi) non partirono: si dissero sospettosi delle balle bevute e propinate da Blair. Noi siamo buoni, e lo sono anche i Polacchi: partimmo e tornammo. Perché? Ho sofferto quando ho visto i «nostri ragazzi» gioire dʼaver annichilito un essere umano.

Sono stato molto addolorato quando ho visto in qual conto è tenuto il patrimonio archeologico e artistico in certe regioni dʼItalia: più che il degrado e la corruzione, feriscono la cialtroneria e la mercificazione che seguono, inesorabilmente, lʼaffido ai privati del bene di tutti.

Sono stato addolorato anche quando qualcuno sì è messo a mangiar mortadella sui banchi del Senato: gli forniamo menù da principi a prezzi stracciati, mangino seduti, con coltello e forchetta come tutti, e non imbrattino di grasso e panciuti schiamazzi i luoghi della democrazia. Ho sofferto quando hanno deriso la senatrice Levi Montalcini e trattato altre donne da sciacquette. E qui taglio la lista, per non annoiarvi. Ma dopo tanto patire e prima di nuove sofferenze, perdonatemi: Alleluia!

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