Minzolini-Ferrario: nelle motivazioni della condanna spunta la Maggioni
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Minzolini-Ferrario: nelle motivazioni della condanna spunta la Maggioni

L'ex direttore del Tg1 condannato a 4 mesi per abuso d'ufficio per aver emarginato la giornalista. E sull'attuale presidente Rai...

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5 Marzo 2016 - 16.15


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Augusto Minzolini dovrà risarcire Tiziana Ferrario, che nel marzo del 2010 venne estromessa dalla conduzione del Tg1 e relegata in una stanza senza incarico. Fu una consapevole discriminazione politica. Il giudice penale – che condanna Minzolini a 4 mesi di reclusione per abuso di ufficio (in primo grado, con pena sospesa) – descrive il “patimento interiore” della giornalista, emarginata solo perché contestava la linea informativa del direttore. Quindi ordina il risarcimento economico in suo favore, quantificato in “separata sede”. Un nuovo processo civile, sanerà il danno “non patrimoniale” che ha subìto.

La sentenza penale di condanna – le motivazioni sono arrivate venerdì sera – cita anche quattro certificati medici che la Ferrario ha prodotto durante il giudizio. Ed ha fatto proprie le testimonianze delle colleghe del Tg1 (Anzaldo, Busi, Sala) che hanno descritto lo stato di depressione della Ferrario.
La sentenza penale riporta anche le accuse che la Ferrario – difesa dall’avvocato Domenico D’Amati – ha indirizzato a Monica Maggioni, attuale presidente della RAI e all’epoca dei (mis)fatti caporedattore Esteri del Tg1 durante la direzione Minzolini. Ferrario – ricostruisce la sentenza – una volta persa la conduzione, spesso si candidava a fare l’inviato per il telegiornale.

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Ma la Maggioni, ogni volta, le avrebbe risposto che era stato scelto un altro giornalista oppure che un altro giornalista sarebbe stato presto individuato per quel viaggio. La Maggioni non ha potuto replicare alle accuse della Ferrario perché- vedi caso – i legali di Minzolini hanno rinunciato alla sua testimonianza durante il processo, nell’ aprile del 2015. La sentenza penale chiarisce anche che Minzolini, quando dirigeva il Tg1, agiva come “incaricato di pubblico servizio”. La Rai, certo, è una società per azioni e dunque risponde alle stesse regole di un’azienda privata.

Ma il suo proprietario (il ministero dell’Economia) e la sua missione la rendono un esempio classico di servizio pubblico. Questo status comporta delle precise responsabilità per i suoi dipendenti che sono chiamati a rispondere del reato di abuso d’ufficio, come è successo a Minzolini. D’altra parte l’ex direttore del Tg1 non ha rimosso la Ferrario dalla conduzione del telegiornale perché perseguiva un interesse pubblico, ma solo per attuare una discriminazione rispetto ai giornalisti che sostenevano invece la sua linea editoriale di attenzione per il governo Berlusconi.

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