Capriole e ondeggiamenti
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Capriole e ondeggiamenti

L'immagine di Di Pietro che parla tranquillamente con Berlusconi non è piaciuta a molti. E scatta la polemica

Capriole e ondeggiamenti
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redazione Modifica articolo

24 Giugno 2011 - 16.23


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Bin Laden, golpista, piduista, stupratore della democrazia, mafioso.

Non è manco laureato, istiga all’odio, ha fatto morire in carcere dei galantuomini, li ha indotti al suicidio.

Possono due persone che si sono scambiati queste carinerie ritrovarsi a chiacchierare tranquillamente sugli scranni di Montecitorio?

Ebbene si, stando alla foto che ritrae Silvio Berlusconi e Antonio Di Pietro che amabilmente si scambiano impressioni sugli esiti del dibattito in corso alla Camera dei Deputati.

La giustificazione di Di Pietro sul suo blog, francamete, fa ridere. Egli dice: “Innanzitutto preciso che è stato il Presidente del consiglio ad avvicinarsi a me e non io a lui. Poi io gli ho detto direttamente quello che cerco di dirgli indirettamente da mesi: che se ne deve andare, che per il bene del Paese dovrebbe avere il senso di responsabilità di lasciare il governo anche se ha ancora una maggioranza parlamentare che però non significa più niente dal momento che è stata comprata e che non corrisponde più alla maggioranza reale del Paese.

Tutto qui. E che altro dovevo fare, menargli?

Tanto dovevo dire a Silvio Berlusconi e tanto gli ho detto, anche se non credo che mi darà retta, purtroppo.”

Lasciamo stare l’uso della parola scritta da parte dell’ex Pm e quel menargli che f a correre brividi di freddo sui rimasugli del Devoto-Oli e andiamo alla sostanza.

Io credo a Di Pietro. Gli ha detto così come egli racconta. Naturalmente dopo avergli dato del mafioso, piduista, stupratore della democrazia, Bin Laden ecc.ecc.. Gli ha detto: te ne devi annà! Andersen…

Purtroppo temo che le cose non siano andate così soprattutto dopo il suo intervento alla Camera nel dibattito sul cambio di maggioranza. Un intervento ambiguo che prende di mira soprattutto il Pd e la sua leadership. Uno smarcamento con l’abiura della “sinistra” e l’esaltazione dei valori della destra. Dopo il discorso arriva lo sdoganamento del nuovo corso dipietresco da parte del “piduista” Cicchitto e pizzini di complimenti da parte dello stesso Cicchitto e di Reguzzoni. Il sagace Reguzzoni.

E poi ci sono i messaggi del corpo di quel singolo fotogramma: Berlusconi che cerca il “contatto fisico” con Di Pietro e Tonino con le braccia a protezione del corpo. In difesa, perchè il colloquio avviene coram populo in Parlamento.

Cos’abbia in testa Di Pietro nessuno, probabilmente perchè non lo sa nemmeno lui.

Dato in discesa verticale nei sondaggi, stratto dalla lenta ripresa del Pd e dalla crescita di Sel, con la paura dell’oscuramento da parte del rampantissimo e gasatissimo Sindaco di Napoli Luigi De Magistris cerca una via d’uscita al centro.

Una svolta neomoderata che prevede – questo può essere il quadro – l’abbandono dell’alleanza di centrosinistra e un’occupazione del Terzo Polo (con la conseguente fuga di Casini verso il Pdl) saldando le vecchie allenze di tangentopoli con gli ex missini. Un’occupazione che mira, una volta scomparso B., alla leadeship della destra. Non prima di aver fatto i conti con Casini, Fini, Rutelli e chi più ne ha più ne metta.

Nel frattempo Idv si lacera al proprio interno in un elettorato che ha fatto della militanza contro B. la propria cifra politica e il “caro leader” che si presta ai magheggi del Caimano. Un elettorato e una militanza che soffrono della mancanza di democrazia interna – quando ci sarà un Congresso di Idv degno di questo nome? – stretti in un Partito personalistico che vorrebbe diventare, nell’orbita del Centrosinistra, un Partito di popolo, con una forte connotazione critica e legalitaria, con una bussola che indica la via delle riforme sociali e del mantenimento dei beni comuni a tutta la coalizione. valori, ben dichiarati da Giulio cavalli, Artista e intellettuale, Consigliere Regionale di Idv in Lombardia che commenta così le parole di Di Pietro alla Camera: “Io sono di sinistra. Della sinistra che sta nell’idea che preserva il suolo, l’ambiente, l’acqua e l’aria come bene comune. Che crede nell’impegno dell’uguaglianza: uguaglianza di possibilità, uguaglianza sociale e uguaglianza nei diritti e nei doveri. Della sinistra che trova inaccettabile questo paese come laboratorio del totalitarismo moderno. Che crede nel valore della laicità e vigila sulla libera professione delle fedi, che coltiva la ricchezza delle differenze, che pretende dignità nel lavoro, che crede nelle leggi come opportunità di convivenza e di tutela, che condanna lo sfruttamento e il mercimonio e che ha una storia di persone e di valori. Così, tanto per chiarire.”

L’errore più grande sarebbe accomunare la militanza di Idv alle capriole del “caro leader”, la militanza – in Idv come nel Pd – è più unita che i loro leader. Spetta alla base lanciare segnali inequivocabili in tal senso.

Perchè non è più tempo di capriole scilipotesche di Di Pietro nè di ondeggiamenti neomoderati del Pd, ma è il tempo dell’Alternativa di Centrosinistra.

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