Tentò il suicidio dopo aver molestato la figlia minorenne: condannato a 3 anni e mezzo un 49enne
Top

Tentò il suicidio dopo aver molestato la figlia minorenne: condannato a 3 anni e mezzo un 49enne

Sul 49enne pende un altro procedimento con la figlia quale parte offesa: in questo caso le accuse sono di pornografia minorile e di diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite.

Tentò il suicidio dopo aver molestato la figlia minorenne: condannato a 3 anni e mezzo un 49enne
Molestie sessuali
Preroll

globalist Modifica articolo

20 Ottobre 2022 - 10.22


ATF

Un uomo di 49 anni di Ravenna, aveva ripetutamente molestato sessualmente la figlia minorenne, prima di tentare il suicidio una volta che la moglie lo aveva scoperto e cacciato di casa. L’uomo, un 49enne ravennate difeso dall’avvocato Michele Dell’Edera, è stato condannato dal Gup Andrea Galanti del Tribunale di Ravenna a tre anni e mezzo di reclusione.

Il tentativo di suicidio è del 27 giugno 2020: quella mattina il 49enne era stato trovato dalla madre, dalla quale si era trasferito, in una pozza di sangue e salvato in extremis. Nelle accuse delineate dal Pm Antonio Vincenzo Bartolozzi si parla di massaggi intimi e di altre molestie nei confronti della figlia mentre lei faceva i compiti o si muoveva per casa. In tutto 10 o 15 episodi sui quali la polizia aveva poi fatto luce. Era stata la madre della giovane a rivolgersi alla Questura: le verifiche avevano infine spinto l’uomo ad ammettere attribuendo il tutto a un momento buio della sua vita.

Leggi anche:  Indagato per molestie il medico e consigliere comunale di +Europa Silvio Viale: a suo carico almeno 4 denunce

Sul 49enne pende un altro procedimento con la figlia quale parte offesa: in questo caso le accuse sono di pornografia minorile e di diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite. Mentre i due colleghi di lavoro che avevano ricevuto sui loro telefonini e scaricato quegli scatti ritraenti particolari intimi della compagna e soprattutto della figlia minorenne, devono rispondere di detenzione di materiale pedopornografico. La Dda di Bologna, competente per tipo di reato, ha già chiesto il rinvio a giudizio per i tre difesi, oltre che da Dell’Edera, dagli avvocati Paolo Vecchi e Giacomo Foschini.

Secondo quanto ricostruito dalla squadra Mobile ravennate, le condotte contestate al 49enne vanno dal 2019 al 2021; per gli altri due accusati si concentrano nel 2021. Le immagini, accompagnate da commenti talvolta espliciti, erano state inviate tramite Whatsapp ad almeno tre persone: c’è però chi aveva nettamente preso le distanze venendo così alla fine smarcato dalle accuse. Altri invece avevano scaricato il contenuto dei file finito poi nelle cartelle del telefonino.

Native

Articoli correlati