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Mattarella ricorda Dalla Chiesa: "Un eroe la cui memoria sopravvive in chi vuole la legalità e una società più giusta"

Il messaggio del presidente della repubblica Mattarella nei 40 anni dell'assassinio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e del poliziotto Domenico Russo

Mattarella ricorda Dalla Chiesa: "Un eroe la cui memoria sopravvive in chi vuole la legalità e una società più giusta"
L'uccisione di Carlo Alberto Dalla Chiesa nella strage di via Carini

globalist Modifica articolo

3 Settembre 2022 - 09.56


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Carlo Alberto Dalla Chiesa, un generale dei carabinieri che fu in prima linea nel combattere l’eversione e il terrorismo e poi fu nominato prefetto di Palermo per una maggiore e incisiva lotta alla mafia. Ma mentre ufficialmente lo Stato lo sosteneva, dall’altra parte lo isolò. E Dalla Chiesa fu ucciso mentre tornava a casa da un commando di Cosa nostra.

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Ora il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella lo ha ricordato.

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« La uccisione, quaranta anni or sono, del Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa e della moglie Emanuela Setti Carraro, il ferimento mortale dell’agente Domenico Russo, deceduto alcuni giorni dopo, gettarono Palermo, la Sicilia, il Paese intero nello sgomento. Ancora una volta la ferocia della violenza criminale mafiosa, in un crescendo di arroganza, non risparmiava un servitore della Repubblica né le persone che avevano l’unica colpa di essergli vicine.

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Quell’estremo gesto di sfida contro un eroe del nostro tempo, un Carabiniere protagonista della difesa della democrazia contro il terrorismo, si ritorse contro chi lo aveva voluto. La comunità nazionale, profondamente colpita da quegli avvenimenti, seppe reagire dando prova di compattezza e di unità d’intenti contro i nemici della legalità, delle istituzioni, della convivenza civile.


Strumenti più incisivi di azione e di coordinamento vennero messi in campo, facendo tesoro delle esperienze di Dalla Chiesa, rendendo più efficace la strategia di contrasto alle organizzazioni mafiose.

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Quello sforzo fu sostenuto e accompagnato da un crescente sentimento civico di rigetto e insofferenza verso la mafia, che pretendeva di amministrare indisturbata i suoi traffici, seminando morte e intimidazione. Commozione e sdegno alimentarono le speranze dei siciliani onesti, ne rafforzarono il rifiuto della prepotenza criminale.
La lezione di vita del Prefetto Dalla Chiesa, la memoria delle vittime di quel vile attentato vivono nell’impegno delle donne e degli uomini che nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione operano per la difesa della legalità, dei giovani che vogliono costruire una società più giusta e trasparente, dei tanti cittadini che, consapevoli dei loro diritti e doveri, avversano responsabilmente la cultura della sopraffazione e della prevaricazione.


Nel rendere omaggio al ricordo di quell’estremo sacrificio, rinnovo alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo la solidale vicinanza mia e dell’intero Paese. »

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Roma, 3 settembre 2022

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