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Covid, il monitoraggio Iss: scendono l'incidenza e l'Rt

In calo il numero dei posti letto occupati nei reparti di terapia intensiva e in quelli ordinari

Covid, il monitoraggio Iss: scendono l'incidenza e l'Rt

globalist

28 Gennaio 2022 - 12.00


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La discesa dei contagi è ora certificata anche dall’ Iss. Dopo i timidi segnali della scorsa settimana, ora la discesa di nuovi casi è più marcata e l’allentamento dei numeri si riflette anche sulle ospedalizzazioni, ma purtroppo non sui decessi.

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Scendono questa settimana i valori dell’incidenza dei casi per 100mila abitanti e dell’indice di trasmissibilità Rt: l’incidenza è infatti pari a 1.823 (rispetto al valore di 2011 della scorsa settimana) e l’Rt si abbassa a 0,97 (mentre la scorsa settimana era pari a 1,31).

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Incidenza più alta a Bolzano

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I valori più alti dell’incidenza di casi di Covid su 100mila abitanti si registrano questa settimana nella Provincia autonoma di Bolzano (dove si raggiunge il valore di 3.258,5 casi per 100mila), seguita dall’Emilia Romagna (2.732,8) e dalle Marche (2.644,9).

In calo le ospedalizzazioni

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Diminuisce il numero dei posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti di terapia intensiva e in quelli ordinari. Questa settimana, l’occupazione delle terapie intensive a livello nazionale raggiunge infatti il 16,7% (contro il valore del 17,3% della scorsa settimana). L’occupazione a livello nazionale dei reparti ordinari raggiunge, invece, il valore del 30,4% (rispetto al 31,6% della settimana precedente).

Intensive più piene nelle Marche, in Friuli e a Trento

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Il maggiore tasso di occupazione dei posti letto per Covid nelle terapie intensive si registra questa settimana nella Provincia autonoma di Trento (al 27,8%), nelle Marche (al 27,3%) e in Friuli Venezia Giulia (al 23,4%). I maggiori tassi di occupazione nei reparti ospedalieri ordinari si registrano, invece, in Valle d’Aosta (al 50,3%), in Liguria (al 39,3%), in Sicilia (al 38,1%) e in Calabria (al 38%).

Le Regioni a rischio Alto scendono a quattro

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Secondo i dati della Cabina di regia, scendono a sette a quattro le Regioni classificate a rischio Alto; nove Regioni risultano classificate a rischio Moderato (la scorsa settimana erano 11). Tra queste, tre Regioni sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto. Otto Regioni sono classificate a rischio basso.

Iss: ritardi delle Regioni nell’inserimento dei dati, non esclusa sottostima

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L’Istituto superiore di sanità ha, però, sottolineato che “diverse Regioni e Province autonome hanno segnalato ritardi nell’inserimento dei dati del flusso individuale e non si può escludere che tali valori possano essere sottostimati”.

In calo i casi rilevati da sintomi

Rimane stabile il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (652.401 vs 658.168 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggero aumento (18% vs 15% la scorsa settimana). È in diminuzione, invece, la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (38% vs 41%), mentre aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (45% vs 44%).

Il 95,8% dei campioni positivi è Omicron

In Italia il 17 gennaio la variante Omicron era predominante, con una prevalenza stimata al 95,8%, con una variabilità regionale tra l’83,3% e il 100%, mentre la Delta era al 4,2% del campione esaminato (range: 0% -16,7%).

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