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Sala: "La Omicron è preoccupante, ma Milano è vaccinata al 91%. Non perdiamo la speranza"

Riguardo la situazione politica di Milano e della Lombardia, Sala non si fa illusioni: “Ad oggi il centrodestra è ancora il favorito, dobbiamo esserne consapevoli. La campagna elettorale va perciò vissuta davvero sui territori"

Sala: "La Omicron è preoccupante, ma Milano è vaccinata al 91%. Non perdiamo la speranza"

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28 Novembre 2021 - 10.45


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In una lunga intervista a La Stampa, il sindaco di Milano Beppe Sala non cerca di indorare la pillola: sulla variante Omicron “la preoccupazione c’è, non ha senso negarlo. È sufficiente l’insorgere di una nuova variante in un Paese lontano come il Sud Africa e la paura diventa un fatto di tutto il mondo. Ma Milano è vaccinata con una percentuale molto sopra la media nazionale, oltre il 91%”.

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“Le chiusure” continua Sala, “verrebbero comunque dopo la prevenzione. Dobbiamo essere cauti, ma Milano non perde il suo spirito positivo, il suo buonsenso, il suo cuore”. 

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Riguardo la situazione politica di Milano e della Lombardia, Sala non si fa illusioni: “Ad oggi il centrodestra è ancora il favorito, dobbiamo esserne consapevoli. La campagna elettorale va perciò vissuta davvero sui territori e bisogna farlo per tempo. In questo senso vedo un’urgenza. Non va esclusa la possibilità che Fontana si ricandidi, ma credo deciderà in base alle questioni giudiziarie aperte. L’alternativa potrebbe essere la Moratti ma non so quanto la sua candidatura sia gradita a a tutto il centrodestra”. 

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Riguardo la situazione politica nazionale, a Sala viene domandato se nell’ipotesi di una nascita di un grande centro lui sta con Giorgetti-Calenda o con Letta-Conte. “Non mi pare che Giorgetti sia iscritto ad Azione nè che si sia ancora determinato in maniera definitiva l’asse tra Pd e M5s. È possibile che ci sia spazio per un grande centro, ma non è una cosa che mi intriga. Io mi sento progressista, e intendo affrontare la sfida del progresso”. Che a Milano Sala declina così: “Bisogna arrivare a una conversione positiva della mobilità, dell’urbanistica dei consumi e soprattutto dell’energia”. 

“Questa conversione” continua, “è un passagio di modello anche economico, quindi deve esserci una adeguata strategia perchè nessuno rimanga indietro”. Ad esempio sulla questione casa, con l’aumento dei prezzi: “La risposta è housing sociale, innanzitutto. Intendiamo avviare un grande piano di ristrutturazione degli edifici popolari, accompagnandolo con l’impostazione a housing sociale e cohousing”. 

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