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Gli addetti alla funivia rivelano: "Giri di prova con turisti a bordo"

Dai verbali degli interrogatori emerge che molti che lavoravano alla funivia sapevano dell'utilizzo dei forchettoni voluti e "autorizzati" da Tadini

La funivia caduta sul Mottarone
La funivia caduta sul Mottarone

globalist

3 Giugno 2021 - 08.57


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L’inchiesta della tragedia del Mottarone va avanti così come vanno avanti gli interrogatori degli addetti ai lavori, che rivelano maggiori dettagli sullo stato della funivia e sull’uso, considerato smodato, dei forchettoni per bloccare i freni d’emergenza. Alcuni parlano di “forchettoni visti con i passeggeri a bordo” perché “Tadini (il capostazione) voleva così”, altri dicono di non aver mai fatto un corso di formazione, altri ancora raccontano che le corse di prova per testare la sicurezza venivano fatte con i turisti in cabina. 
La corsa di prova con i turistiDai verbali, riportati dal Corriere della Sera, emergono una nuova serie di irregolarità e anomalie nella gestione dell’impianto. A partire dalla corsa di prova di quel 23 maggio. “Quella mattina – racconta agli inquirenti Pietro Tarizzo, l’operatore che il giorno dell’incidente controllò le funi – per la corsa di prova, non sono salito da solo ma con altre 12 persone, oltre al mio collega Zurigo”. Normalmente il “giro di prova”, in cui si testa l’impianto e ci si accerta che tutto funzioni correttamente, viene effettuato solo dagli addetti ai lavori, ma non quella mattina “perché Nerini ci ha detto: il gruppo sale con voi”.
 Luigi Nerini, proprietario della Ferrovie del Mottarone, la mattina del 23 maggio, era infatti all’impianto: “C’ erano lui e la signora Patrizia – racconta ancora Tarizzo – sono andato a verificare le funi tenditrici. Ho fatto un controllo visivo puntando una pila su tutti i trefoli. Non c’ erano anomalie. Dopodiché siamo saliti con le 12 persone sul Mottarone”.

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