Consip, inchiesta azzoppata. Renzi: la verità alla fine verrà a galla
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Consip, inchiesta azzoppata. Renzi: la verità alla fine verrà a galla

L'indagine ora ripartirà da zero. Il legale di Renzi esulta: aspettiamo l'archiviazione. E Orlando dichiara: vicenda inquietante

Matteo Renzi
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11 Aprile 2017 - 12.16


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Una vicenda incredibile che rischia di smontare completamente le mega inchiesta sugli appalti nella pubblica amministrazione, con il coinvolgimento di eccellenti nomi tra imprenditori e politici. Consip potrebbe ripartire da zero. Almeno così pare, stando alle parole di uno dei magistrati di Roma. L’inchiesta infatti è ormai azzoppata, con la caduta della prova regina: un’intercettazione che faceva da architrave all’intera costruzione. Cambia tutto se non è l’imprenditore Alfredo Romeo, ma banalmente il suo lobbista Italo Bocchino, a dire «Renzi, l’ultima volta che l’ho incontrato…»

Gioco facile ora per Matteo Renzi intervenire sulla questione. E lo fa dagli studi di Porta a Porta, registrando la puntata che andrà in onda questa sera: “Sarebbe facile per me dire, essendo in corso una indagine per falso, ‘eh avete visto’, niente di tutto questo. Io chiedo che tutti abbiano la più totale fiducia nella magistratura. La verità alla fine viene a galla. E se avete visto i politici tentare di nascondere le carte, noi siamo diversi. Massima fiducia nella magistratura, io non faccio nessun tipo di polemica”.
“Gliel’ho detto io a mio padre, e la sua reazione è immaginabile, si è messo a piangere. E’ pur sempre un uomo di 65 anni e questa vicenda è una cosa grossa che lo ha colpito come accadrebbe in qualunque famiglia. Ora vado a casa e voglio portare i miei figli a cena dal nonno”.

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E infatti, puntualmente si fa sotto l’ avvocato di Tiziano Renzi, Federico Bagattini, che gongola: «È una notizia positiva. Mi dispiace per il capitano del Noe, ma se c’è un falso è normale che ognuno risponda di quello che poi risulterà aver fatto». Agli occhi dell’avvocato è evidente che la posizione del suo assistito cambia. «Un altro apparente indizio se ne va. Oltretutto era un indizio che si mostrava anche illogico, perché si parlava di “ultima volta” quando invece, come dire, nell’indagine “ballava” un solo incontro, non più incontri. Ora si aspetta solo l’archiviazione». 

Nel frattempo anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha affidato alla stampa poche e laconiche parole: la vicenda Consip e le sue irregolarità sono emerse anche grazie all’attenzione della magistratura e la fiducia nella giustizia non va messa in discussione. È una vicenda nella quale non posso, e né voglio entrare, se non per dire che è una vicenda, per il profilo emerso, inquietante”.

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