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Scomparsa di Saman, un cugino fermato in Francia: per i carabinieri dal video elementi univoci

Mentre il padre dice che la ragazza è in Belgio i militari sono sempre più convinti che sia stata uccisa e sepolta nei campi

Saman Abbas, scomparsa dopo essersi opposta ad un matrimonio combinato
Saman Abbas, scomparsa dopo essersi opposta ad un matrimonio combinato

globalist

30 Maggio 2021 - 08.40


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Dopo la scomparsa della giovane pachistana le ricerche degli indagati sono state estese anche sul territorio dell’Ue con l’inserimento di una richiesta di controllo di polizia secondo gli accordi di Schengen.
Uno dei due cugini di Saman è stato fermato in Francia, con la collaborazione del Servizio di Cooperazione Internazionale della Direzione Centrale della Polizia Criminale del ministero dell’Interno.
Dalle indagini è emerso che uno dei ricercati si trovava in Francia e lo scorso 21 maggio è stato individuato e bloccato dalla Polizia francese.
L’uomo, Ikram Ijaz, a bordo di un Flexibus, partito da Parigi e diretto a Barcellona, cercava, presumibilmente, di raggiungere alcuni parenti in Spagna.
Ikram Ijaz non in regola con i documenti è stato trattenuto in un centro di identificazione e ha arrestato ieri dalla polizia francese a Nimes.
Gli elementi raccolti a suo carico, condivisi dall’autorità giudiziaria, hanno portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere perché ritenuto responsabile, in concorso, dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere della giovane.
L’autorità giudiziaria ha anche emesso un mandato europeo di arresto che, attraverso il Servizio di Cooperazione, è stato inviato all’organo di Polizia francese competente.
Le operazioni di estradizione saranno avviate lunedì ma non si esclude una trasferta in Francia per sentire immediatamente l’arrestato.
I carabinieri sul video
Le indagini sulla scomparsa della giovane Abbas Saman, la ragazza di origine pakistana residente a Novellara, condotte dal Nucleo Investigativo e dalla compagnia di Guastalla hanno permesso, attraverso l’esame delle immagini delle telecamere di video sorveglianza dell’azienda agricola e di alcune abitazioni vicine, di ”ricostruire gli avvenimenti che hanno portato all’uccisione della ragazza e dei relativi protagonisti”.
Secondo quanto sottolineano i carabinieri in una nota ”l’esame del notevole materiale video da parte dei militari ha permesso di raccogliere elementi univoci e concordanti relativamente alle condotte delle persone coinvolte che, oltre ai genitori e lo zio, coinvolgerebbero anche altri due cugini della giovane”.

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