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Il direttore della funivia del Mottarone respinge le accuse: "Solo una scelta scellerata di Tadini"

Il difensore Andrea Da Prato, che assiste il direttore di esercizio dell'impianto Perocchio, respinge le accuse rese dal capo servizio

Disastro funivia del Mottarone
Disastro funivia del Mottarone

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29 Maggio 2021 - 14.22


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Lui respinge le accuse;  “Incredulo, inebetito, ha detto ‘io non monterei su una funivia con delle ganasce inserite’. Quella è una scelta scellerata di Tadini, è chiaro che se la funivia del Mottarone chiude per manutenzione l’ingegnere Perocchio non perde denaro ma dorme su otto cuscini”.

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Così il difensore Andrea Da Prato, che assiste il direttore di esercizio dell’impianto, respinge le accuse rese dal capo servizio Gabriele Tadini, il quale ha ammesso di aver disattivato il sistema di sicurezza sulla cabina precipitata domenica scorsa per evitare possibili blocchi della funivia e quindi i una perdita economica per l’impianto. 

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“Non sappiamo le cause dell’incidente”, quello che appare certo è che la presenza delle ganasce presenti sulla cabina “ha impedito al freno di entrare in funzione”, aggiunge il difensore.
Quanto alla cause della rottura della fune, “non sappiamo perché si è rotto il cavo e non è un nostro problema. Il freno è rosso perché lui lo ha preteso come scrupolo ulteriore”, aggiunge il legale che ricorda come contro Perocchio c’è solo “una dichiarazione superficiale di Tadini”.

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