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Bimbo di 3 anni gravissimo per il Covid salvato con un farmaco dato in anticipo

Nell'ospedale pediatrico 'Giovanni XXIII'di Bari salvata la vita ad un piccolo con una modifica al protocollo

Ospedale pediatrico Giovanni XXIII a Bari
Ospedale pediatrico Giovanni XXIII a Bari

globalist

3 Aprile 2021 - 09.08


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Una grave sindrome infiammatoria dovuta alle conseguenze del Covid e un quadro clinico che lo avrebbe facilmente portato in terapia intensiva.

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Nell’ospedale pediatrico ‘Giovanni XXIII’di Bari, un bambino di tre anni era arrivato in gravi condizioni per iperinfiammazione post Covid, è ora salvo grazie alla somministrazione in anticipo, rispetto ai protocolli, di un farmaco innovativo, riuscendo a evitare il ricovero in terapia intensiva.

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Dopo un ricovero durato 18 giorni nel reparto di Pediatria, il piccolo paziente è stato dimesso.

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Il bambino era arrivato in ospedale con i sintomi della Mis-c (Kawasaki post Covid), la sindrome infiammatoria multisistemica che i minori possono sviluppare a seguito del Covid19.

Nonostante il paziente avesse avuto una forma asintomatica di Covid19, si era successivamente ammalato con un’iperinfiammazione post Covid cardiaca e neurologica.

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Una volta arrivato in ospedale i medici gli avevano riscontrato una infiammazione cardiaca con dilatazione coronarica e una meningite asettica. Conseguenze gravi che avrebbero portato il piccolo in terapia intensiva.

E’ stato allora che i medici hanno valutato e deciso di anticipare la somministrazione del farmaco biologico innovativo, Anakinra, che ha evitato la progressione della malattia. La reazione è stata buona e il minore adesso sta bene ed è tornato a casa.

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“In questa ondata pandemica abbiamo riscontrato un aumento di casi di iperinfiammazione post Covid anche nei più piccoli – spiega il dottor Francesco La Torre, referente regionale della sindrome Mis-c – spesso i bambini hanno una infezione da covid asintomatica ma nelle settimane successive possono sviluppare una forma clinica che è simile alla malattia di Kawasaki ma molto più aggressiva. Si tratta di una infiammazione multiorgano che colpisce spesso il cuore e che abbiamo già rilevato nella seconda ondata tra ottobre e dicembre e che ha portato alcuni bambini in terapia intensiva. Solo nel nostro reparto di Pediatria ospedaliera nelle ultime 3 settimane – continua – abbiamo ricoverato 4 bambini che per fortuna adesso sono stati tutti dimessi. In tutto, però, abbiamo seguito 13 casi nel solo Giovanni XXIII”. 

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