La Marina militare celebra la battaglia di Baia di Susa: ma fu una vittoria della guerra fascista
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La Marina militare celebra la battaglia di Baia di Susa: ma fu una vittoria della guerra fascista

Il 25 marzo del 1941 militari della X Mas affondatono un incrociatore inglese a Creta. Ma si trattava dell'aggressione alla Grecia in combutta con i nazisti di Hitler

La marina militare celebra la battaglia fascista di Baia di Susa a Creta
La marina militare celebra la battaglia fascista di Baia di Susa a Creta
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29 Marzo 2021 - 15.44


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La vicenda è nota agli storici militari, un po’ meno agli altri. Ossia una delle poche battaglie vinte dagli italiani durante la sciagurata seconda guerra mondiale nella quale l’Italia partecipò per volere del fascismo e di Benito Mussolini, alleata con i nazisti di Hitler.
La cosa penosa è che la Marina Militare italiana a distanza di anni la celebri, dimenticando il contesto storico, ossia quello dell’aggressione nazi-fascista alla Grecia in un conflitto bel quale il regime confuso il nostro paese dalla parte sbagliata della storia.

Sì, perché la nostra Marina con toni celebrativi ha pensato bene di ricordare la vittoriosa battaglia di Baia di Susa a Creta.


Un improvvido tweet del 26 marzo passato inosservato per qualche giorno e, adesso, la polemica è scoppiata.
Si tratta di un attacco del 25 marzo 1941  della Xª Flottiglia Mas, (che poi sarebbe diventata tristemente nota) effettuato con sei barchini esplosivi contro le navi nella baia di Suda, a Creta,  durante il quale furono  affondati l’incrociatore York della marina britanica e la petroliera Pericles.
Una azione che valse la medaglia d’oro al valor militare ai marinai che avevano partecipato.
Così la Marina ha celebrato la battaglia dimenticando però il contesto storico: la guerra di Mussolini e l’alleanza con i nazisti.
C’è da dire che le forze armate non hanno mai fatto troppe distinzioni, tant’è che il fascista Italo Balbo è considerato ancora adesso da tanti dell’Aeronautica un mito. 
Salvo dimenticare il suo barbaro ruolo per anni nella dittatura fascista.
E quindi la domanda rimane: è proprio necessario celebrare con toni enfatici le battaglie della guerra fascista?

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