Di Perri: "Non vedo ragioni per essere ottimisti, questo è il momento più incerto della pandemia"

Il responsabile del reparto Malattie Infettive dell'Ospedale Amedeo di Savoia di Torino: "Se fra un mese disporremo di più vaccini allora la prospettiva cambierà"

Giovanni Di Perri

Giovanni Di Perri

globalist 1 marzo 2021
Il responsabile del reparto Malattie Infettive dell'Ospedale Amedeo di Savoia di Torino Giovanni Di Perri è molto realista nelle sue dichiarazioni rilasciate oggi a TorinoToday: "I numeri stanno oggettivamente peggiorando e con i vaccini abbiamo problemi legati largamente alle forniture e a una programmazione che non può essere seguita come speravo inizialmente, per cui, in questa fase elementi di ottimismo a breve termine non ne vedo. Se fra un mese disporremo di più vaccini, l'ingresso di Johnson & Johnson, altri vaccini destinati all'Italia, come il Curevac di cui aspettiamo 30 milioni di dosi magari avranno finito le loro sperimentazioni e saranno alle soglie dell'ingresso nel mercato, la prospettiva cambierà".
"Questo è il momento più difficile e incerto di tutta l'epidemia" ha dichiarato Perri, "c'è l'incertezza della conseguenza delle varianti non tanto sulla contagiosità quanto sulla gravità clinica e sulla risposta ai vaccini, c'è l'incertezza sulla quantità di vaccini di cui potremo disporre a breve termine e sull'effetto che questi avranno nel domare l'epidemia. In Israele, dove hanno coperto una larghissima percentuale di popolazione, oggi sappiamo che ciò ha un certo effetto nel ridurre la diffusione del virus. Se i vaccini avranno un 'efficacia ridotta dalla presenza delle varianti il discorso occorrerà ricalcolarlo".
"I vaccini possono essere riformulati sulla base delle varianti ma la strategia di rincorsa alle varianti se siamo troppo lenti rischia di durare troppo a lungo", ha osservato ancora Di Perri.