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A Napoli in scena la "ribellione del caffè" contro l'ultima ordinanza di De Luca

"No, il caffè non ce lo potete togliere. E che facciamo, gli acquafrescai?"

De Luca
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22 Dicembre 2020 - 12.17


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Vincenzo De Luca ha portato la Campania in zona arancione da domenica 20 dicembre con l’annesso divieto di servire qualcosa di diverso dall’acqua dopo le 11 di mattina.

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I baristi napoletani infatti hanno deciso di “disobbedire” a De Luca: “No, il caffè non ce lo potete togliere. E che facciamo, gli acquafrescai?”, dicono oggi al Mattino che riporta le confidenze dei gestori: “Paura della multa? Vabbè, mi guardo intorno. Ci manca solo la multa, già stiamo messi bene. Ma lo voglio vedere un vigile che viene qui a farmi il verbale perché ho servito un caffè dopo le 11. Jamme, è una barzelletta questa legge”. L’ultima ordinanza del governatore sancisce non solo la zona arancione al posto di quella gialla “concessa” dal ministero della Salute dopo il calo dei numeri dell’epidemia, ma “per i bar e gli altri esercizi di ristorazione, dalle ore 11, divieto di vendita con asporto di bevande alcoliche e non alcoliche, con esclusione dell’acqua”.

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Con questa decisione la Regione vuole evitare gli aperitivi all’aperto, ovvero impedire quei tradizionali gruppetti di amici che nelle feste si vedono all’esterno dei bar, a ora di pranzo o nel pomeriggio, per bere e farsi gli auguri. “Siamo d’accordo ma che c’entra il caffè? – si domanda il titolare di un Bar Tabacchi di Chiaiano a colloquio con il Mattino  – Come ha indicato l’esclusione dell’acqua non poteva escludere anche il caffè? Un bar mica vive di acqua minerale”. Nell’ordinanza sono previste le seguenti misure di prevenzione e contenimento del contagio da Covid-19. Con efficacia dal 20 dicembre 2020 e fino al 23 dicembre 2020:
1. Confermate tutte le misure vigenti alla data odierna per effetto di disposizioni statali – ivi comprese quelle di cui all’art.2 del DPCM 3 dicembre 2020 (cd. “zona arancione”) – nonché regionali (Ordinanza n. 96 del 10 dicembre 2020 su controlli degli arrivi e limitazioni alla mobilità sul territorio regionale).
2. Divieto per i bar e gli altri esercizi di ristorazione, dalle ore 11,00 del mattino, di vendita con asporto di bevande alcoliche e non alcoliche.
3. Per tutto l’arco della giornata, divieto di consumo di cibi e bibite, anche non alcoliche, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi comprese le ville e i parchi comunali;
4. Per tutti gli esercizi commerciali, obbligo di misurazione della temperatura corporea agli avventori all’ingresso dei propri locali e di inibire l’ingresso laddove la temperatura risulti superiore a 37,5 ° C.
5. Raccomandazione ai Comuni e alle altre Autorita’ competenti di intensificare la vigilanza e i controlli sul rispetto delle disposizioni vigenti, in particolare nelle zone della cd. “movida”
6. Raccomandazione ai Comuni ai fini dell’adozione, laddove necessario, di provvedimenti di chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, ai sensi delle disposizioni vigenti, nonche’ delle disposizioni di cui al precedente punto 3. 

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