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Caso Regeni, la Procura chiude le indagini: avvisi di garanzia per i 4 agenti egiziani

Rischiano di finire sono processo il generale Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.

Giulio Regeni
Giulio Regeni

globalist Modifica articolo

10 Dicembre 2020 - 14.57


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La Procura di Roma ha emesso 4 avvisi di garanzia nei confronti degli agenti dei servizi segreti egiziani e chiuso così le indagini sulla morte di Giulio Regeni. Le accuse sono di sequestro di persona pluriaggravato, concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate. Chiesta l’archiviazione per un quinto agente.
Rischiano di finire sono processo il generale Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Quest’ultimo indagato, oltre al sequestro di persona pluriaggravato contestato a tutti, è accusato di lesioni personali aggravate (essendo stato introdotto il reato di tortura solo nel luglio del 2017) e l’omicidio del ricercatore friulano.
Chiesta l’archiviazione invece per Mahmoud Najem. “Per quest’ultimo – spiega una nota della Procura di Roma – non sono stati raccolti elementi sufficienti, allo stato, a sostenere l’accusa in giudizio”. La notifica della conclusioni “delle indagini è avvenuta tramite il rito degli irreperibili” direttamente ai difensori di ufficio italiani non essendo pervenuta l’elezione di domicilio degli indagati dal Cairo.
“Come previsto dal codice di procedura penale gli indagati e i loro difensori d’ufficio hanno ora venti giorni di tempo per presentare memorie, documenti ed eventualmente chiedere di essere ascoltati”, conclude la nota della Procura.

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