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Quasi 100 giorni di sequestro, il vescovo di Mazara tuona per i pescatori in Libia: "Intervengano i corpi speciali"

Per monsignor Mogavero il caso dei 18 pescatori riporta alla luce l'annosa questione delle acque internazionali: "Chi ha la responsabilità deve impegnarsi affinché questi episodi non si ripetano più"

Domenico Mogavero
Domenico Mogavero

globalist Modifica articolo

7 Dicembre 2020 - 20.17


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Durissime le parole del Vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, per la situazione dei 18 pescatori mazaresi prigionieri in Libia da quasi 100 giorni: “Quella che è stata compiuta è un’ingiustizia, perché non ci sono ragioni che giustificano questo durissimo e gravissimo atto di ostilità” ha tuonato il Vescovo, che ha aggiunto: “Quello che fino ad ora è stato consentito ai familiari (due telefonate) è davvero troppo poco. Ora diciamo basta: è ora che chi di dovere intervenga, anche con corpi speciali, affinché i pescatori possano fare rientro nelle loro famiglie”.
Per monsignor Mogavero il caso dei 18 pescatori riporta alla luce l’annosa questione delle acque internazionali: “Chi ha la responsabilità deve impegnarsi affinché questi episodi non si ripetano più; in altri tempi abbiamo tollerato episodi simili che si sono conclusi in tempi molto più ravvicinati. Adesso diciamo che è stata superata ogni misura”.
La Diocesi guidata da monsignor Mogavero sin dalle prime settimane dopo il sequestro è stata a fianco i familiari dei 18 pescatori (cattolici e musulmani), pagando le utenze domestiche e sostenendo anche l’acquisto di beni di prima necessità per i bambini delle coppie giovani i cui mariti sono sequestrati in Libia.

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